Le elezioni in Olanda e l’Islam

donne su di una barca, abbigliamento contrastante: bikini, niqab

Siamo sulla stessa barca, giusto? In un certo senso? Ma almeno puntiamo in una qualche direzione?

AGGIORNAMENTO ↓
Wilders rimane indietro

Olanda-Turchia

 

Oggi si vota nei Paesi Bassi. Riuscirà il partito nazionalista olandese PVV (Partito Per la Libertà) di Geert Wilders, che tanto si è speso dal 2004 in campagne (a volte troppo sopra le righe) contro immigrazione ed islamizzazione, a diventare il primo partito del paese?
Non mi metto a fare previsioni stavolta; non ne ho la competenza. Al massimo posso dire, semplicemente in base ai sondaggi e a come di solito sottostimano un certo tipo di voto, che Wilders penso prevarrà, ma di poco e non in maniera decisiva, sull’uscente Mark Rutte.
Però potete scommettere di cosa saranno pieni i giornali di domani: terrificanti ululati sul grave rischio per la stabilità dell’Europa e la sopravvivenza della stessa democrazia rappresentato dagli Ultra-Nazionalisti, xenofobi, islamofobi dell’estrema destra guidati da Wilders.

Nel frattempo Rutte si trova ai ferri corti con la Turchia. Il governo olandese ha vietato ad un ministro turco di tenere un comizio a Rotterdam; così i due paesi hanno rotto le reazioni diplomatiche, mentre per le strade della città andava in scena una manifestazione di immigrati turchi, con la polizia pronta a disperderli con gli idranti.

Forse una mossa elettorale da parte del leader della destra tradizionale, per farsi rieleggere dimostrando di poter recitare la parte del duro, rubando così elettori a Wilders?

Ci lasciamo assuefare ad un sistema informativo che mette l’accento sull’aspetto meno importante: più transitorio e marginale. Il problema vero qui è Recep Tayyip Erdoğan, il presidente della Turchia. Dimenticate gli xenofobi o presunti tali. Erdogan sta diventando sempre più forte ed audace. Tra un mese potrebbe ottenere ancora più potere attraverso un referendum che estende le prerogative presidenziali. Sembra ambire a diventare una sorta di terzo polo di riferimento per gli Islamisti, oltre ai preesistenti
1. ISIS/Al Qaeda/altri  e 2. Iran.
Solo che questo elemento pericoloso è anche membro NATO. Il paese che sta lentamente islamizzando rappresentava l’unico tentativo riuscito di creare uno stato laico e secolarista a partire da una società a maggioranza islamica. Ma il sogno di Erdogan sembra piuttosto quello di rinverdire i fasti dell’Impero Ottomano.
Non esiste un sistema automatico di notifica via email, attivato oltre una certa soglia, che vi possa un bel giorno comunicare: “Prego prendete nota: il Presidente XYZ ha appena raggiunto il livello: Dittatore”.

 

Da un giornale islamista, Pro-Erdogan, @yeniakit: "L'esercito olandese ha solo 48.000 effettivi, ma ben 400.000 Turchi vivono nei Paesi Bassi."

Riportato via Twitter, da un giornale islamista che sostiene Erdogan: “L’esercito olandese ha solo 48.000 soldati, mentre 400.000 Turchi vivono nei Paesi Bassi.” …Tranquilli?

E’ solo in questo contesto che si può comprendere la mossa politica turca, di fare campagna tra gli emigrati in giro per l’Europa. L’identità etnica, il fanatismo religioso e il sostegno politico non possono essere fermati da un confine. Specialmente nell’Europa Occidentale senza spina dorsale, che sta accogliendo milioni di immigrati Musulmani, in gran parte giovani maschi nel pieno del vigore.
Erdogan ha giocato a creare incidenti diplomatici con questa storia dei comizi all’estero, prima dell’Olanda anche in Germania ed altre nazioni. Forzando la mano, ha causato reazioni da parte delle autorità straniere, per poter così mandare un messaggio forte all’interno: abbiamo nemici ovunque, e si comportano da nazisti nei nostri confronti! Dovete darmi un appoggio incondizionato, ne va della nostra identità e del nostro futuro…

La forza ottenuta in patria viene poi nuovamente proiettata verso l’esterno. Come potete apprezzare osservando il messaggio inquietante che riporto nell’immagine qua sopra.

 

Identità, vento in poppa ed ideologia. Hanno tutto.

 

Un gruppo con una notevole coesione quando conta; forte, in crescita. Che però ha l’opportunità di recitare la parte della vittima. Perfetto.

Certo, il quadro è molto complicato. Ci sono importanti divisioni su base etnica tra i Musulmani “Europei”: Arabi, Marocchini, Algerini, Egiziani, Turchi, Curdi, Pachistani…
Ma nonostante le rivalità, i Musulmani in quanto tali, anche se non riusciranno mai a realizzare una forma di unità, potranno man mano influenzare sempre più, fino a controllarli, i governi Europei; in qualche caso fino al punto di andare al potere. E’ questione di tempo.
Sia nel segreto della cabina che nelle strade, quasi tutti continueranno a vedere il loro paese d’origine come la vera Patria, mentre i loro biondi vicini rappresenteranno degli estranei; stranieri parte di una società malata, decadente, che merita di essere islamizzata.

Integrare gli immigrati (specialmente quando i numeri sono importanti) porta con sé una serie di problemi anche seri, ma in genere, sudando, ci si può riuscire, con beneficio per tutti. Ma l’Islam costituisce un’eccezione. Non ce la fai. Non ora, non quando l’Islam appare come la vera alternativa alla vecchia e corrotta civiltà occidentale: una marea che monta, segno di tempi che cambiano.

Come potreste convincere qualcuno che sente che sta diventando ogni giorno più forte, ad abbandonare la sua identità? “Per favore, ti prego, sii debole proprio come noi, così potremo andare d’accordo e stare tutti tranquilli!”

 

I moderati non contano nulla.

 

E’ vero che ci sono molti Musulmani che cercano davvero di integrarsi in Europa. Ma non nascondiamoci dietro all’ottimismo a tutti i costi: quelli che veramente vogliono accettare e fare proprio il nostro sistema di valori (che neanche noi sappiamo più definire, tra l’altro) sono una sparuta minoranza. E non tradiranno mai i loro correligionari. Se verrà il momento di una svolta per l’islamizzazione, staranno ben coperti a guardare, comportandosi come tutti gli altri, docilmente (la mosca bianca fa scena ma non conta).

Notate che qui il problema non è il terrorismo, in fondo un fenomeno marginale. Stiamo parlando invece di una chiamata a sottomettere gli infedeli; di libertà di parola, diritti delle donne, violenza ed oppressione di chi osasse mettere in discussione l’Islam…

Cerco di essere realista. Non è questione di opinioni. La storia non si ferma con gli esercizi retorici.

Qui trovate un messaggio molto centrato riguardo all’irrilevanza della maggioranza dei “moderati” da parte della coraggiosa Brigitte Gabriel (purtroppo non ho trovato versione sottotitolata in Italiano):

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In sostanza dice: i Tedeschi moderati non fecero nulla per fermare i Nazisti, proprio come i Bolscevichi erano una minoranza quando presero il potere. La massa non reagisce, lascia fare. Non puoi contarci, al più ti stai cullando in un falso senso di sicurezza, credendo che il tuo futuro sia garantito dalla scarsa propensione all’azione delle persone miti.

 

Per capire cosa significa l’integrazione nella pratica, considerate il caso francese.

In Francia grazie all’immigrazione dalle ex-colonie, si è creata una forte minoranza di Musulmani un paio di decenni prima del resto del mondo sviluppato. E queste persone in grande maggioranza sono diventate buoni cittadini francesi: all’epoca l’Europa sembrava il vertice più alto della civiltà. La Francia poteva vantare eccellenze come il supersonico Concorde, mentre costruiva centrali nucleari; nel frattempo i paesi islamici avevano al massimo il petrolio (e solo perché si trovava già sottoterra). E la gente segue ed ammira i vincitori.
Ma i figli e nipoti di questi stessi immigrati integrati si trovano a vivere in un mondo ben diverso: mentre l’Islam sale, affascina, si mostra forte e legato alle loro radici profonde, la Francia appare debole, senza valori e divisa. Oggi questi nuovi Francesi, pur nati lì, si sentono estranei ed ostili al loro paese; non a caso ogni tanto scoppia qualche rivolta, con le classiche auto bruciate in periferia.
Ecco. Persino una integrazione andata a buon fine non è stata sufficiente. Il seme dell’appartenenza alla Umma Islamica, coi doveri che comporta, era rimasto lì, in quiescenza, capace di germogliare.

 

 

Siamo schiavi dei pregiudizi positivi delle società liberali moderne, che hanno trasformato alcune garanzie di libertà molto importanti ma pragmatiche, perfette solo per l’Inghilterra o le colonie degli USA, buone per una popolazione di Cristiani ed Ebrei, in una sorta di principi astratti assoluti. Da qui l’idea che qualunque visione religiosa, incluse quelle che insegnano il dovere di distruggere una civiltà, non possono essere vietate dalla suddetta civiltà. Paradossale. Ma ognuno ha i dogmi che si merita, evidentemente.

Quando si parla di immigrazione, l’Islam è l’unica cosa che conta, ma viene trattato come fosse precisamente l’unico aspetto a cui non dovremmo dare alcuna importanza. Per costruzione, nell’orrore per qualunque proposta che possa mettere in discussione una “libertà religiosa”.

Intendiamoci, non sto dicendo che i Musulmani debbano essere banditi per principio dalle nazioni non-Islamiche.
Dico però che, dando per buona l’esistenza di una versione dell’Islam che sia integrabile nelle società occidentali, è compito di chi ne fa parte il dimostrare la loro posizione, rendendola così netta e trasparente attraverso le loro scelte e vite, che un Islamista non potrebbe davvero neanche tentare di mescolarsi a loro, per mimetizzarsi. Oggi sembra accadere il contrario.
Certo, sarebbe molto difficile e doloroso mettere in pratica qualcosa del genere. E deve essere particolarmente sconfortante vivere sempre inseguiti dai sospetti, dover provare la propria lealtà giorno dopo giorno, tra estranei giudicanti e prevenuti.
Epperò l’esempio della Francia ci ricorda che la “moderazione” non è detto sia sufficiente.

 

Le elezioni, per ora.

 

Nei Paesi Bassi, così come nel resto d’Europa, la gente tende ad essere confusa e indecisa. Ecco perché secondo le proiezioni i due principali partiti, PVV e VVD, dovrebbero ottenere ciascuno circa 1/6 dei seggi alla Camera solamente: voto molto frammentato.
Una presenza tipica delle elezioni del Vecchio Continente: i partiti dei Verdi, ovvero un’ottima occasione per buttare un qualche percento dei voti, per poter cambiare argomento ed occuparsi di qualcosa di più rassicurante (che ci frega di ciò che lacera una società, parliamo di quanto amiamo la natura e di quanto sia pericoloso il Riscaldamento Globale). Nel parlamento olandese siedono ben due partiti verdi ed animalisti, che potrebbero ottenere anche stavolta qualcosa come un 25 seggi totali, ovvero anch’essi 1/6 del totale! Se questo non è nascondere la testa sotto la sabbia…

L’origine di questa incertezza politica: tutti cercano disperatamente una soluzione indolore, che possa preservare la loro bella società tranquilla, evitando i conflitti ed i sensi di colpa. Per questo piace sperare nell’ultimissima ricetta politica, si corre ogni volta dietro all’ennesimo Pifferaio Magico.
Ma nessuno può vendere miracoli. Così si cambia man mano, ci si divide in tutte le direzioni. Ecco la confusione.

Immagino nei Paesi Bassi formeranno una nuova coalizione di larghe intese, tutto pur di tenere Wilders fuori e guadagnare tempo. In attesa di cosa non si sa. O meglio, in attesa della tempesta.

Inutile. Tanto l’Unione Europea non durerà a lungo. Per ora la maggioranza ha troppo da perdere, in autostima, da un punto di vista emozionale, per dare il voto a questi candidati “populisti”. Ma in un futuro in cui vedessero il loro mondo farsi piccolo piccolo, le libertà che davano per scontate venire meno, beh, potrebbero rendersi conto che non hanno più nulla da perdere. A quel punto potrebbero correre ad incoronare qualche leader davvero pericoloso.
Sospiro.

 

Eurabia?

 

La trasformazione più significativa in corso è quella della crescita di una minoranza islamica, ed in parallelo un senso di allarme sociale da parte degli indigeni.
Anche se i Musulmani in una tipica nazione europea sono attorno all’8%, bisogna tenere conto della psicologia applicata alle masse. Come illustrato brillantemente da Nassim Nicholas Taleb, in una società complessa il più intollerante vince sempre: una piccola minoranza di attivisti intransigenti e determinati può imporre le proprie regole a tutti gli altri.
E non si tratta solo di cibo halal per tutti, di un muezzin che vi sveglia nel cuore della notte perché per ventura abitate nei dintorni di una moschea, o della pressione sociale a non mangiare in pubblico durante il Ramadan. Pensate alle donne occidentali costrette ad indossare un hijab o comunque coprirsi di sciarpe e gonnoni (come sta già accadendo in alcune città europee!) per evitare di essere aggredite o peggio, stuprate. Pensate a come il solo provare a criticare l’Islam sia diventato un grave tabù anche dalle nostre parti. E si potrebbe continuare.
Ricordate: la legge islamica, la Sharia, è stata in passato spesso introdotta quando i dominatori Arabi stranieri erano una percentuale piccolissima della popolazione.

Giovani, bellicosi e sanguigni Musulmani che bighellonano assieme senza far niente per la vie di una città hanno una forza neanche paragonabile a quella dei loro vicini europei: più anziani, miti, carichi di sensi di colpa e sempre più isolati.
D’altra parte non c’è bisogno che un Partito Islamico prenda il controllo di una grande potenza per trovarsi nei guai. Ormai quasi tutti hanno almeno sentito nominare Molenbeek, il quartiere di Bruxelles controllato dagli Islamici, dove gli estranei, diciamo così, non sono i benvenuti; ma i reportage su quartieri o cittadine in giro per il continente, caduti nelle mani degli Islamisti, dove neanche i pompieri riescono più ad entrare, li sentiamo da molti anni. E sempre più frequenti.
Come si può parlare in questi casi di integrazione? Multiculturalismo?

Quando una regione (anche abbastanza piccola) fa parte di uno stato solo nominalmente, ma ne hai perso il controllo, come chiameremmo questa situazione?
Quello che sappiamo per certo è che evolverà.

Notate che il lasciare ai cosiddetti fondamentalisti Islamici il potere di creare una separazione, lontani dagli Infedeli, significa abbandonare pure un Musulmano moderato al suo destino, costretto ad adeguarsi alla linea dura e pura. Ignorare il problema significa quindi tradire le persone pacifiche e che vogliono la libertà, prima di tutto tra i Musulmani stessi.

 

 

 

Si presenta la possibilità concreta di un futuro dove un muro potrebbe segnare il confine tra due nazioni europee, una dove la Sharia è la Legge e i non-Musulmani sono cittadini di Serie B; l’altra invece, dove è illegale l’essere Musulmani.

E’ uno scenario ancora lontano.
Girare la faccia dall’altra parte e pretendere che la xenofobia sia il vero problema: ecco l’atteggiamento che può peggiorare le cose.

 

AGGIORNAMENTO: Wilders rimane indietro

L’avevo detto che non conosco la situazione olandese… 🙂

A quanto pare per una volta i sondaggi hanno sopravvalutato la forza dello sporco populista. Le proiezioni davano qualcosa come 25 seggi a testa per i primi due partiti (anche se con calo finale del PVV), invece la destra di governo, pur scivolando rispetto al 2012 rimane a 33, mentre i nazionalisti di Wilders si fermano a 20.

Si consolida la frammentazione in partitini: a sinistra crollo verticale dei Laburisti che hanno la colpa di aver appoggiato il governo, ma salgono altri. Fa la comparsa con 3 seggi il partito degli immigrati, guidato da due turchi.

Contando che con 19 seggi sia i Cristiano Democratici che i Social-Liberal di D66 (quelli che noi chiameremmo progressisti, suppergiù) stanno ad un terzo posto vicinissimi, e che i Socialisti non sono molto sotto… un bel guazzabuglio. I due partiti verdi se fossero assieme, poi, con 21 seggi sarebbero loro il secondo partito del paese!

In sostanza le mie considerazioni fatte qui sopra rimangono valide, con l’unica accortezza di prendere atto che in un modo o nell’altro gli Olandesi hanno scelto di scappare via spaventati dal mostro xenofobo. Rimane una partita giocata su quanto ci si sente di avere da perdere.

2 commenti:

  1. Io approvo,ma un concetto da te espresso lo senti raccontare da rozzi grebani gente tendenzialmente di destra,
    Il resto benpensanti che pensano al loro culo che poi si lamentano se degli zingari di m. Gli rubano in casa

  2. Alessandro Grasso

    Valutazione un po’ colorita 🙂
    In effetti ho osservato più di una volta gente impegnata a sinistra, sempre pronta a recitare lo slogan del momento su tolleranza e multiculturalismo, che però ti sorprende dicendo cose pesanti contro gli Zingari…
    Quando toccano la tua casa, la tua famiglia, i tuoi interessi, il tuo senso di sicurezza, ecco che non sei più così disposto a sprecare tante belle parole.
    Questi “progressisti” non vogliono capire che quando i nodi vengono al pettine, senza Gesù Cristo l’uomo è spietato e pure crudele.

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