Graficare la prossima crisi politica

Con inevitabile disquisizione sull’Islam incorporata. Un commento postato sotto il mio articolo sulla natura volubile dell’elettorato mi ha spinto a fare qualche considerazione più approfondita sulla crisi politica dell’Europa. L’idea, ricordo, era: stiamo affrontando un periodo di instabilità, caratterizzato da risultati elettorali incostanti che non portano a nessun cambiamento, lasciando proseguire l’andazzo attuale (politiche economiche calate dall’alto, “integrazione” nel mega-stato dell’UE; restrizioni sulla libertà di parola, specialmente per gruppi religiosi non islamici; decadenza morale, abolizione graduale della famiglia, cultura di morte; sostituzione etnica attraverso l’immigrazione). Ho paragonato la situazione attuale, con tanti cambi di direzione ma nessuno spostamento, alle fluttuazioni laterali, su di una banda stretta, del grafico di un’azienza…

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Ma la Le Pen potrebbe farcela?

AGGIORNAMENTO– Ha perso, come previsto. Dato che la vittoria di Macron è stata ancora più netta di quel che indicavano i sondaggi quando ho scritto questo articolo (in effetti pare che il sostegno per il fantoccio inquietante sia aumentato gradualmente negli ultimi giorni di campagna), potrei aggiungere che è entrato in gioco almeno un effetto ulteriore. L’istinto naturale per la moderazione, che è parte del nostro DNA, è stato sfruttato agevolmente per rafforzare il trend di trasformazione: più Europa, più immigrazione, più indottrinamento dei bambini basato sulla teoria del gender, più eutanasia, più globalizzazione, più concessioni e salamelecchi agli islamisti, meno libertà di parola. Dato che la rivoluzione è la nuova…

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Il teatrino USA dello stop allo stop agli immigrati islamici

Per poter continuare a sostenere le loro argomentazioni illogiche i progressisti devono far finta di non sapere cose. David Mamet   Una vicenda che non ha avuto granché eco in Italia, ma è molto significativa per capire il contrasto in atto tra due visioni del mondo. E soprattutto il potere dei giudici che ragionano come attivisti politici e si impongono, sconfinando dal ruolo che sarebbe stato assegnato loro. Donald Trump ha recentemente emesso due ordini esecutivi che proibivano l’ingresso negli USA da alcuni paesi islamici considerati pericolosi; in entrambi i casi i provvedimenti sono stati stoppati da sentenze di giudici distrettuali (cioè locali; quello più recente, delle Hawaii, prima di pronunciarsi era andato…

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Ha senso digiunare in Quaresima?

Daniele stilita in una icona del sec. XI contrapposto ad un muscoloso bodybuilder

Da piccolo le suore dell’asilo mi avevano insegnato il valore del “fioretto”: una piccola rinuncia, come una buona azione ma non necessariamente “utile”. Ricordo ancora il piccolo cartellone appeso su cui noi bambini appiccicavamo dei semplici fiorellini di carta, i petali rossi con un cerchio giallo al centro, uno per ogni fioretto. Non ho invece idea in cosa consistessero i miei fioretti: forse, conoscendo la mia golosità, avevo rinunciato al dolce? A pensarci bene il cartello era in alto, anzi mi sembrava altissimo… i fiori li metteva la maestra, evidentemente per evitare che barassimo. Perché anche a 4 anni la natura umana quella è. Aveva senso? O è meglio lasciare…

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Le elezioni in Olanda e l’Islam

AGGIORNAMENTO ↓ Wilders rimane indietro Olanda-Turchia   Oggi si vota nei Paesi Bassi. Riuscirà il partito nazionalista olandese PVV (Partito Per la Libertà) di Geert Wilders, che tanto si è speso dal 2004 in campagne (a volte troppo sopra le righe) contro immigrazione ed islamizzazione, a diventare il primo partito del paese? Non mi metto a fare previsioni stavolta; non ne ho la competenza. Al massimo posso dire, semplicemente in base ai sondaggi e a come di solito sottostimano un certo tipo di voto, che Wilders penso prevarrà, ma di poco e non in maniera decisiva, sull’uscente Mark Rutte. Però potete scommettere di cosa saranno pieni i giornali di domani: terrificanti ululati sul grave rischio…

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Betlemme: Cristiani maltrattati ma non si dice…

Altare adorno accanto a graffiti

Ecco un link che fa pensare. I cristiani fuggono da Betlemme. Vi diranno che è colpa di Israele ma a farli scappare sono soprattutto gli islamisti. Betlemme! Questo articolo mi colpisce particolarmente perché quando sono stato proprio lì, a settembre, ho notato una certa sollecitudine dei frati della Custodia di Terrasanta a dare la colpa dell’esodo dei Cristiani alla crisi economica (!) Del resto era sconcertante notare il loro appiattimento sullo schemino Israeliani=oppressori, Palestinesi=povere vittime, senza la minima sfumatura, attenzione critica… E pensare che per il resto non si può che rimanere ammirati per l’opera silenziosa ma fattiva dei Frati Minori Francescani in Terrasanta. Capisco che ci sono comunque vecchie…

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