Ad un sostenitore di Renzi, deluso dal Partito

Bersani e Matteo Renzi stretta di mano

Red&Toby nemiciamici

AGGIORNAMENTO per i distratti – 4 agosto 2016.

Questo articolo è del 2012; Matteo Renzi nel frattempo (febbraio 2014) è diventato Presidente del Consiglio, senza passare attraverso una elezione: terzo consecutivo capo del governo inserito dall’alto con manovra pilotata.

Sono passati altri 2 anni e tutti gli indizi portano ad una sua prossima defenestrazione con qualcuno più gradito ai piani alti delle istituzioni europee. E’ la “democrazia” (bellezza?)…

Quando ho scritto originariamente questo pezzo, si assisteva ad uno scontro di potere nel PD tra una vecchia guardia ancora convinta di poter comandare, forte del proprio radicamento sul territorio, della forza di coesione dei propri militanti riuniti nelle sezioni di partito retaggio del passato comunista, ed un “nuovo che avanza” affarista e forse più privo di scrupoli, di amici di amici capaci di fiutare il vento ed abbracciare un potere espressione di centri di potere politico-finanziario internazionale.

Nel dicembre di 4 anni fa la vecchia guardia, guidata da Pier Luigi Bersani, sembrava aver prevalso nelle primarie, con ogni mezzo, e lo sconfitto Renzi veniva tempestivamente fatto oggetto di inchieste giudiziarie.

Oggi si ha al contrario l’impressione che persone vicine a Renzi e al Governo coinvolte in scandali vari (Banca Etruria col padre della ministra Boschi, altre banche come MPS prossime al fallimento per colpe sistemiche del PD, per non parlare della bancarotta del padre di Renzi stesso…) rischino ben poco sul piano giudiziario.

Abbiamo imparato a conoscere Renzi fuori dal contesto preparato all’epoca per tirargli la volata e farlo apparire energico svecchiatore: imbarazzante di fronte a partner esteri, tutto parole e politicamente debole (pare che da ragazzo lo chiamassero “il Bomba” per come le sparava grosse).

Sembra passato un secolo. Nel frattempo il partito radicale di massa avanza sempre più baldanzoso, mietendo successi e con sorprendentemente scarsa opposizione, anche da parte della Chiesa.

Qui di seguito l’articolo originale.


NOTA.

E’ facile distruggere l’immagine di chiunque ha approvato bilanci e fatto cose, sia per gli scheletri nell’armadio inevitabili, sia per il modo in cui può lavorare l’informazione. Leggo con interesse che guardacaso proprio in questi giorni la Corte dei Conti ha bocciato il bilancio di Firenze per importanti irregolarità contabili, e che la Guardia di Finanza ha fatto irruzione a Palazzo Vecchio per accertamenti su aziende della famiglia Renzi, nonché per certe assunzioni fatte… E questo serva una volta per tutte a capire che in certe cose non esistono coincidenze, e colà dove si puote ciò che si vuole interessa un certo risultato: il vento ha il dovere di girare nel verso giusto. I giornalisti e i magistrati sono il vero potere, perchè non devono rendere conto a nessuno e decidono cosa sia la verità, demolendo chi vogliono anche per una piccolezza, e al contrario sorvolando sul marciume dove non bisogna disturbare…

Lettera aperta ad un fan di Renzi.

Posso apprezzare l’approccio da persuasore di Matteo Renzi, che parla davvero bene per essere uno del PD. Credo chiunque non sia in balia del sistema dia questo giudizio, quindi ti capisco pienamente.

Detto questo però, non posso non osservare che quello che ha fatto sempre vedere i sorci verdi a 2/3 degli Italiani, quando si trattava di Partito Comunista, erano due cose:

  1. l’ideologia distruttiva, e
  2. il “Noi” di un rullo compressore di partito come gruppo compatto, che vede solo sé stesso e i propri militanti, infusi di una superiorità indiscutibile, motivati ad agire per mettere il bene del partito sopra a tutto, anche alla verità; pronti ad occupare i centri del potere, prima di tutto culturale e mediatico.

Ebbene, è chiaro che oggi Vendola è l’interprete dell’ideologia (distruttiva) a tutti i costi, mentre Bersani è l’alfiere di quelli che faranno sempre quel che dice il Partito, fino alla morte.

Sono “le due anime” della sinistra. Renzi è in effetti alternativo. Ma solo nel senso che non intende concedere spazio ad alcuni eccessi evidenti di entrambe. Non è però davvero fuori dai loro giochi! E’ più che altro adatto a criticare grillinamente il Bersani.

 

Vedendo quel che scaturisce dai dibattiti, si nota che, se il mestiere del politico in fondo è solo e semplicemente il fare campagna elettorale e vincere le elezioni, Renzi è bravo in questo, ma ciò che invece politicamente conta, e che non riguardi l’amministrazione pratica dello stato (che oggi interessa a tutti, vista la crisi non solo economica), passa sottotraccia, come argomento solo accennato, sul quale si fatica a trovare qualche sfumatura di differenza tra i vari candidati.

E così conta solo l’immagine, il marketing mediatico di sè, e al massimo si discute di questioni amministrative, tanto per avere un argomento interessante su cui scontrarsi.

Tutte le politiche drammaticamente fallimentari che si stanno imponendo sul mondo occidentale quelle no, non si discutono. Perché chiunque vinca nel PD sarà Presidente del Consiglio, e le imporrà al paese senza che siano mai, e sottolineo mai, analizzate, non dico a fondo, ma con un minimo di possibilità di critica.

Ne farà legge assecondando quell’establishment culturale che le fa digerire, con sforzi decennali di propaganda mediatica, ad un pubblico che è per costruzione sì conservatore, ma inevitabilmente viene portato ad adeguarsi dallo spirito di branco.

Il vero vincitore è Pannella

Vincono così le politiche distruttive radicali, il PCI (come profeticamente previsto da Del Noce quando ancora gattonavamo) si è trasformato in un Partito Radicale di Massa, i cascami dell’ex DC (come diabolicamente previsto da Gramsci) si impegnano a traghettare i voti di cattolici a sinistra, per poi sparire suicidandosi; nell’abituale vuoto della destra, la “alternativa” diventa uno spirito libertario che strizza anarchicamente alle stesse politiche radicali, distinguendosi solo per una certa spietatezza sulle sole politiche economiche.

E così la crisi morale si aggrava sempre di più, inseguendo inutili ricette, “sistemi” per far funzionare ciò che dipende da ben altro (gli speculatori ed i politici “cattivi” non rappresentano altro che il modo in cui educhiamo i nostri figli ad essere sempre più egoisti, volgarmente materialisti, imbelli, ignoranti-ma-orgogliosi, conformisti e superficiali).

E così dalla fine della cosiddetta Prima Repubblica, sono più di 20 anni che si sente parlare di “nuovo”, di non meglio specificate “riforme”… e ancora stiamo qui a parlare di legge elettorale. Perché in fondo è questo il mestiere dei politici: le elezioni; il resto contribuisce all’immagine, ma da questo punto di vista è più importante avere giornalisti fidati che aver governato bene.

Nel vuoto critico di idee, anche Renzi e Bersani si fanno alfieri delle corse in avanti europeiste, perché tanto sono cose più grandi di loro, non potrebbero controllarle, e tanto vale allora cavalcare il cambiamento per prendersene il merito, in perfetto stile Prodi, incuranti dei risultati disastrosi che non si sa o non si vuole vedere.

Dopo il fallimento dell’Euro premere per avere una Europa Unita sempre più ingovernabile e distante dal “cittadino”, sudditi di burocrati non eletti (o eletti pro forma) che si sentono infusi del mandato a fare il nostro bene, quindi privi di freni ed autocritica…

Ottenendo, tra l’altro, come reazione, la disgregazione; Scozia e Catalogna sono già avanti in questo processo, ricevo quotidianamente messaggi insistenti del fatto che il Veneto si sta gettando nella stessa direzione. Smembreremo così l’Italia? Bel risultato davvero! Bravo Renzi, tu e tutti gli altri!

Ah, l’Europa futura di questi utopisti! Una bella unità politica stile Canada, con cittadini privi di identità e cultura, dove l’unica voce visibile rimasta sono i media del Pensiero Unico; dove chi dissente perde il posto di lavoro o è incarcerato.

Ecco, questo è solo il quadro; ma voglio ri-sottolineare quali sono le politiche vere, di cui si parla il meno possibile se non, con malizia, a livello giornalistico: propaganda ideologica, per convincere i riluttanti che si tratta di cambiamenti sacrosanti ed inevitabili, e tanto tutti gli altri sono già d’accordo.

Abbiamo in dirittura d’arrivo la legittimazione dell’incesto e il divorzio-lampo come bere un bicchier d’acqua, mentre il ricorso alla fecondazione artificiale è sempre più massiccio. Prossimamente avremo, non necessariamente in quest’ordine, l’inseminazione eterologa (a gioco lungo, i cloni costruiti senza utilizzare uno dei due sessi ed altre amenità), le coppie di fatto a vario grado di impegnoburocratico-firmasudiunfoglioincartasemplice, i matrimoni gay, i matrimoni poligamici e le famiglie composite aperte; l’aborto fino a fine gravidanza che poi lentamente porterà alla liberalizzazione dell’infanticidio; la legalizzazione dell’eutanasia a cui seguirà quella del suicidio e l’eutanasia tacita coatta, fino alla teorizzazione e applicazione dell’eliminazione degli indegni di vivere.

Nel frattempo sul piano culturale avremo lo sdoganamento delle più varie perversioni sessuali e dell’autolesionismo. Verranno affermati i diritti degli animali e della Terra, a scapito di quelli umani. Avremo enclave chiuse, impermeabili, di gruppi etnici divisi ed ostili; l’introduzione dei tribunali islamici anche da noi, che già sono una tradizione nel Regno Unito, ma con una loro estensione di poteri rispetto al modello attuale.

Avremo una riduzione sempre più grande del legame tra genitori e figli, con assistenti sociali sempre più pronti a togliere i figli a qualcuno per ragioni ideologiche. La scuola sempre più impegnata ad indottrinare al pensiero unico, chiamandolo apertura e libertà. Leggi speciali puniranno idee “inaccettabili” (ad esempio “omofobia” oppure “ingerenza religiosa nella politica”), mentre saremo sempre più impastoiati da blocchi formali per la “privacy” e al contempo sorvegliatissimi.

Droghe legali e diffuse, magari con grosse limitazioni solo per il tabacco.

Infine avremmo in nome della libertà religiosa, le cappelle di ospedali e carceri destinate a riti satanici (ma questo sembrerà un dettaglio), lo sdoganamento della pedofilia (che era già a buon punto ma ha subito un arresto per ragioni tattiche, si veda a tal proposito cosa disse Nichi Vendola in una intervista degli anni 80), e poi l’aperta persecuzione dei Cristiani in quanto tali.

La chiave di volta resta sempre la rivoluzione culturale contro e dentro l’uomo

E’ chiaro che ad un certo punto bisogna dire basta a questo fenomeno di disgregazione dei fondamenti della società. Non so dove si fermerà; forse l’occasione sarà lo scontro tra questa cultura e l’Islam (già oggi ci sono situazioni tragicomiche tipo querele incrociate tra gruppi islamici e militanti gay, gli uni lamentando omofobia per lo stesso motivo per cui gli altri accusano la controparte di islamofobia).

Ma questo “futuro” non possiamo assecondarlo mai, in nessuna fase. Ed è chiaro che Bersani gli darà una bella spinta, così come avrebbe fatto Renzi. Sempre rispondendo “sissignore, certo che condivido queste sacrosante battaglie di civiltà” alla rivoluzione imposta mediaticamente.

Invece bisognerebbe urlare che MAI darò l’appoggio ad una distruzione della famiglia, e possono pure rendere la mia vita miserabile, condannarmi in tribunale, non mi piegheranno.

Perché a comandare potresti metterci il primo che incontri per strada, un manager, un sindacalista, un politico di carriera, o anche clonare una cellula del cadavere di Craxi e dare al clone, appena impara a leggere, il trono ereditario di Re d’Italia… fare Presidente un gran professore di Economia oppure cooptarci il più buono e mite dei fraticelli che neanche voleva uscire dal convento… sarebbe più o meno lo stesso. Quello che conta sono le leggi imposte come definitive, che distruggono le basi della nostra civiltà, sotto la parvenza di garantire diritti e libertà.

Come ha detto il sociologo Massimo Introvigne parafrasando (e anzi rovesciando) una citazione famosa di Bill Clinton:

“It’s not the economy, stupid!”

 

Per cui, vedi caro militante renziano, quando l’apparato di partito blocca con tutti i mezzi il tuo candidato preferito ti capisco. Ma non è su questo piano che si gioca la vera battaglia.

I politici che possono emergere sono troppo condizionati a queste idee, ed il pubblico è troppo condizionato a votarli. E chi dice “non voto più” lo fa per le ragioni molto sbagliate e pericolose.

Come amo dire, dunque, qui applicato sia a Renzi che a Bersani: “Se non è puzza, è can bagnato!”

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