Cosa vuole essere questo blog (Presentazione)

Gray cat

Micerino the cat. ©1988 Francesco Grasso

L’idea originale di questo sito, compreso il tema e gran parte delle idee contenute, risale addirittura al 1998, molto prima che si cominciasse a parlare di blog.

Poi un po’ la mia pigrizia, un po’ i tempi immaturi… ho sempre rimandato, ed oggi finalmente riparto da capo. Ho ancora un certo pudore a chiamare Blumudus “blog”, visto che nasce come “sito personale” con una logica un po’ differente.

Il mio obiettivo, ciò che mi spinge, sta nel rendere visibili idee fuori dagli schemi, quindi in questo sito troverete affermazioni argomentate che difficilmente potreste incontrare da un’altra parte; non sono invece interessato alla rimasticatura delle notizie o al post fatto per riempire in qualche modo uno spazio e mantenere una cadenza giornaliera, non mi piace la logica usa e getta con cui sono generalmente vissuti i contributi.

Mi domando se la ragione della scarsa penetrazione in Germania del fenomeno-blog possa essere dovuta alla stessa ragione: popolo di pensatori per eccellenza (non è un caso se sono tedesche di nascita le grandi ideologie, così come i saggi monumentali fatti di tomi di centinaia o migliaia di pagine, fitti di note, in filosofia, esegesi, storia…), forse anch’essi si trovano a disagio con una realtà  che comprime e semplifica in poche righe concetti complessi che meriterebbero una soglia di attenzione più alta dell’intervallo tra due spot pubblicitari.

(Il mondo si evolve molto velocemente, e spero che questo blog rimanga vivo e attivo molto oltre l’epoca in cui i ragazzi più giovani non avranno nemmeno più esperienza di cosa sia l’intervallo tra due spot, perchè la TV come la conosciamo non esisterà  più…)

Ecco, se ora sono riuscito a farvi perdere il filo, significa che la vostra soglia di attenzione è bassa. 😀

La fortuna del blog si basa molto sulla presunzione democratica che tutti possano e debbano dire la loro su tutto, anche senza essere esperti. Anche questo è un grosso rischio.

Ma l’aspetto per me più controverso è costituito dai commenti ai post: possono essere un arricchimento, eppure ho esitato a lungo prima di decidere di ammetterli. E non sono sicuro di mantenerli, o di non porvi delle restrizioni: si sperimenta (ok, prima intanto dovrò preoccuparmi di avere dei lettori, e chissà  quanti “0 comments” mi aspettano…).

Per quel che vedo in giro, a parte i siti più frequentati che hanno abolito i commenti o ne accumulano un numero così grande che è impossibile leggerli e quindi è quasi come non ci fossero, e a parte i piccoli siti all’altro estremo, dove i commenti non arrivano perché i lettori sono pochi, in molti casi la discussione sembra sequestrata con regolarità  da pochi habitués che trolleggiano o comunque spostano l’argomento rubando la scena.

Come proposito iniziale, cercherò di rispondere direttamente ad osservazioni ragionevoli inserite nei commenti, se l’argomento si allarga potrei rimandare a post futuri una analisi più approfondita, ma mi ritengo in diritto di tagliare con la scure commenti palesemente fuori tema.

Vedo in giro cose tipo: a post che tratta di Dio, risposta-fiume da parte di troll abituale che spazia parlando del suo amato Buddhismo anche se l’argomento era tutt’altro, con citazioni tediose e 28 errori su 30 righe, errori che andrebbero sviscerati uno per uno, ma non c’è il tempo e nessuno li leggerebbe, nemmeno il destinatario. Via, tagliare!

C’è molto da migliorare per superare i limiti di gioventù di questo nuovo medium. Oggi prevale più che altro un entusiasmo acritico. D’altra parte il mondo dei blog sta rivoluzionando positivamente l’informazione, e non c’è bisogno che sia io a dirlo.

Persino qua in Italia, dove di solito le innovazioni tecnologiche si diffondono più lentamente (blog inclusi), già  si nota come il mondo creato dalla discussione libera su internet stia anticipando gli sviluppi del resto della società. Penso ad esempio alla rottura che sta avvenendo tra due tipi di “destra” italiana, cattolica ed anticlericale, manifestatasi con contrapposizioni tra blogger e solo dopo qualche mese anche tra politici. O penso alla vittoria dei cattolici in un referendum sulla legge sulla fecondazione assistita già  nel 2005, quando l’informazione dal basso del tam tam di siti come samidzatonline ha interpretato la società  molto meglio dei media tradizionali, compattamente schierati, come sempre da 150 anni, a insegnare agli Italiani che devono pensare il contrario di quello che pensano.

Fino ad oggi l’informazione calata dall’alto, pensata per indottrinare secondo il volere delle élites, ha funzionato, modificando davvero il sentire comune, e spesso in maniera clamorosa. Ora grazie alla conversazione online le cose stanno cambiando. Ci ritorneremo.

In conclusione, è pacifico che l’informazione orizzontale, gratuita, a soglia di ingresso minima, partecipata dai lettori, warholiana diciamo, offra grandi opportunità. Ma porta con sè tutti i rischi di una cultura atomizzata, e in particolare acquista apparente autorevolezza chi sa presentare idee sbagliate nella maniera giusta.

Per questo è oggi cruciale sviluppare lo spirito critico. Modestamente se c’è una cosa che non mi manca è proprio lo spirito critico, affidatevi dunque a me con fiducia e vi guiderò a saper distinguere il vero dal falso… 🙂

 

Di proposito non ho creato due o più blog per trattare temi distinti: dunque, accanto ad una sezione del sito che parla di Dio e di religione, troverete la sezione Scienza e Tecnologia. La cosa potrebbe disorientare, ma credo che si potranno ottenere interessanti contaminazioni tra i vari argomenti.

Un’altra categoria a cui tengo molto si intitola semplicemente Umani, perchè tratta della realtà  di come siamo fatti, e ha interessanti conseguenze sociologiche e morali, ma seppur vista dalla prospettiva cattolica, parla direttamente all’uomo razionale e si basa sull’osservazione dei fatti, non richiede quindi una adesione confessionale per essere apprezzata.

La sezione Mondo e Media poi affronta la realtà  che viviamo, le ultime notizie (ma solo se ritengo di avere qualcosa di originale da dire), le vergogne dei media tradizionali… con inevitabili collegamenti con le altre sezioni, affrontando a volte temi più specifici della realtà del mio paese, a volte di respiro internazionale.

Qui ho l’occasione di spiegare il bilinguismo di Blumudus. Il proposito è quello di duplicare tutti i contenuti in Italiano e in Inglese. Come Italiano che guarda più al mondo, è per me una scelta naturale.

Credo che sia una buona occasione per tutti i lettori, perchè questa difficile glocalizzazione offrirà , spero, molti spunti per ripensare ai limiti di ogni nostra prospettiva parziale, confrontandoci.

Infine la categoria Piccole Cose me la riservo per le varie ed eventuali, come a dire che non si butta via nulla…

Questo blog vuole essere diverso, controcorrente, tagliente, diretto e a volte brutale, ma sempre animato da un profondo rispetto per tutte le persone. (E speriamo che la coccolosità di Blumudus stesso mi ricordi di essere buono, comunque segnalatemi se sono troppo prolisso o poco chiaro).

Qui troverete un’oasi lontana dal politically correct e dalle frasi di circostanza, dove non sono richieste prese di posizione “sufficientemente nette” e dove non ci si perderà in lunghe e doverose condanne dei pochi crimini ancora riconosciuti.

Detto questo mi faccio gli auguri da solo e (io che non sono umile) umilmente affido questo sforzo online alla Madonna.

Anzi, alla Madonna e a San Giuseppe. Anzi, alla Madonna, San Giuseppe, San Tommaso d’Aquino e San Francesco di Sales.

E perchè no, anche a San Massimiliano Kolbe, che non ci sta male. (Ah, questi papisti…)

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