Satana al Festival di Sanremo

Il diavolo che si nasconde sotto il naso di tutti.

Questo è un articolo che mi tormenta da anni. E’ rimasto in uno stato di flusso, in parte già scritto, in parte da scrivere ma già delineato nella mia testa, per troppo tempo. Se l’avessi pubblicato 10 anni fa avrebbe avuto una forma diversa, almeno nella conclusione. Parecchio del materiale su cui si basa non è neanche più disponibile online.
Ancora sono pieno di dubbi riguardo all’opportunità. Non vorrei urtare la sensibilità di alcuno, né riaprire vecchie ferite. Ma ho deciso di pubblicare questa pagina perché la luce del sole non fa mai male: niente deve rimanere nascosto, specialmente se inquietante e pericoloso. Vi prego di leggere fino in fondo prima di giudicare: sono una persona razionale, non inseguo fantasmi.

La storia di uno scandalo che non avvenne.

 

Una storia di 15 anni fa.
Istruttivo, sorprendente come ci siano particolari che passano inosservati persino davanti ad un pubblico di milioni di persone. Crediamo di sapere, di accorgerci. Crediamo…

Il Festival di Sanremo non ha bisogno di presentazioni. Mi limito a ricordare, di quel che spiego nella versione inglese di questo articolo, che la storia delle edizioni del Festival è anche una storia di (finti) scandali più o meno costruiti, annunciati; sull’intervento di un comico, il testo di una canzone, la protesta pubblica o il sedicente aspirante suicida. E’ anche un gioco delle parti; c’è uno sciame di giornalisti e curiosi che muore dalla voglia di commentare e fingere di indignarsi, solidarizzare, prendere posizione…

Valentina Giovagnini partecipa all’edizione 2002, nella categoria Nuove Proposte.
Bella, di una bellezza acqua e sapone. Tipicamente toscana. Una voce solare.
Arriva solo al secondo posto, anche se in realtà (non sono certo il solo a dirlo) avrebbe meritato la vittoria. La canzone, che potete ascoltare nel videoclip qui sopra, musicalmente funziona davvero.
E’ stata poi pubblicata in un album, intitolato Creatura nuda, che secondo me ha rappresentato una delle novità più interessanti del panorama musicale italiano di quegli anni. Molte canzoni degne di essere riascoltate.
Poi però ti fermi a contemplare il testo, e qualcosa non quadra più.

Il passo silenzioso della neve »

Mi vesto come un angelo che sa
che nelle ali ha nuove libertà
e mi abbandono al gesto di volare via da te.
Ma non c’è traccia che ti lascerò,
non c’è commedia in cui mi applaudirai,
il cuore ha il passo silenzioso della neve ormai.
RIT. Le tue mani mai, il tuo corpo mai, la tua mente mai più…
Il tuo nome mai, i tuoi occhi mai, la tua voce mai più…
Nessuna estate canterà il tuo addio
da questa spiaggia in bianco e nero ed io
coloro le mie labbra con un’altra identità.
Per implorarti di lasciarmi qui
in questo freddo innaturale che
cancella case strade e non ha più pietà per te.
RIT. Le tue mani mai…
Come sabbia sei nel mio pensiero…
Aquila che ormai non ha più cielo
e cade in volo…

Certo, sulle prime potrebbe sembrare solo una canzone d’amore: una donna delusa, che ha lasciato un uomo che non la merita.
Il titolo però dice qualcosa di disturbante: “Il mio cuore è gelido“.
Il testo è volutamente oscuro ed allusivo, ma provate a chiedervi: come verrebbe raccontata dal punto di vista di Lucifero, ovvero Satana, la storia della sua cacciata dal Paradiso insieme con gli angeli ribelli? Gesù Cristo in Luca 10,18 dice:

Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore

 

Che ne dite di una risposta del genere:

Mi vesto come un angelo che sa che nelle ali ha nuove libertà e mi abbandono al gesto di volare via da te…
[…] Aquila che ormai non ha più cielo e cade in volo…

 

Ecco. Ora lo vedete. La scusa dello sconfitto, che sembra voler dire: “non sono realmente caduto; piuttosto nella caduta me ne sono volato via, libero”.

 

Valentina Giovagnini canta a Sanremo: immagine dal possibile significato satanico

Dal video di Sanremo 2002: notare l’effetto di luce personalizzato, non usato per altri cantanti a quanto mi consta. Assieme alla posizione del corpo a croce (sul rogo? O su di un pentacolo accennato?) ed al vestito rosso fuoco, l’immagine fornisce una conferma indiretta.

“coloro le mie labbra con un’altra identità” ad un ascolto distratto potrebbe indicare semplicemente il rifarsi una vita dopo una delusione d’amore. Ma colora le labbra, mica col rossetto. Il significato più logico piuttosto: “Divento bugiarda, mi presento come non sono realmente”. Ovvero, nascondo il vero significato sotto una canzone che apparentemente parla d’altro.

 

Se rileggete il testo dopo aver capito queste cose, risulta inquietante. Anche l’ambientazione del video, in un bosco a piedi nudi di notte, suona come una vaga allusione alla stregoneria.
Quindi “il tuo corpo mai” potrebbe indicare l’Eucarestia; il rifiutare di essere applaudito in una commedia si riferirebbe beffardamente a chi fa il bravo bambino obbediente al Signore.

Fino a questo punto, potreste pensare che mi sono inventato tutto io, che potrebbe trattarsi di coincidenze. Ma infatti nemmeno io all’epoca me ne accorsi. Si sa, ai testi si dà poca importanza.

 

Un passo attraverso lo specchio

 

Analizzando più da vicino l’album “Creatura nuda” si fanno parecchie scoperte. Già il titolo vuole giocare sul contrasto tra un vago erotismo e la dolce ragazza acqua e sapone che canta quelle canzoni. Ma questo non è niente, nel mondo dello spettacolo sono giochetti promozionali normali.
Il fatto è che nell’intro di “La formula” si trova in maniera molto chiara, direi quasi sfacciata, un canto pronunciato al contrario.

Mi consideravo un ammiratore della cantante, quindi ero tutt’altro che disposto a trarre conclusioni da ciò. Ma quello che mi ha aperto gli occhi è stato il notare che nel brano che apre il disco, “Senza Origine“, all’inizio ed alla fine si percepisce una voce che sussurra qualcosa.

Possibile, mi dicevo? Due messaggi subliminali in un solo disco?

 

Nota sui messaggi subliminali e/o satanici (potete saltare se avete poco tempo)

Intendiamoci: sono sempre stato molto scettico sul valore di questo tipo di operazioni. Si tratta quasi sempre solo di trovate pubblicitarie. I messaggi subliminali, poi, ben difficilmente possono avere un effetto significativo sull’ascoltatore; anche se percepiti, non hanno il potere di condizionare una persona oltre la propria indole. Sono disposto a considerare la possibilità che un messaggio nascosto “Mangia cioccolato!”, quando non ignorato perché in realtà non percepibile, possa a volte stimolare la voglia in un goloso. Ma niente di eclatante.
Il punto è però che c’è tutta una storia di backmasking, di messaggi (di solito all’indietro) celati nelle canzoni per fare notizia o per giocare qualche scherzo ai fan. (Esemplare il caso dei Beatles, che risposero alle voci sulla morte di Paul McCartney e sulla sua presunta sostituzione con un sosia, incidendo tracce nascoste sarcastiche al riguardo in un paio di brani.)
Raramente per lanciare un vero, inquietante, messaggio di natura satanica, di ispirazione al suicidio o al consumo di droghe; e anche in questo caso, rivolto solo a quelli che praticano lo sport di ascoltare le canzoni al contrario per questo scopo; e solo da parte di gruppi rock o metal che potessero ragionevolmente aspettarsi che uno slogan di questo tipo incontrasse i gusti del loro pubblico.
Aggiungo: in parecchi esempi che si trovano online la sensazione è che non ci fosse proprio nessun messaggio, ma solo una interpretazione stiracchiata di suoni distorti. Appunto perché per certuni trovare il contenuto nascosto, magari inneggiante al Demonio, è una sorta di passione malata (sia pro che contro).

Ma c’è almeno un caso su cui nessuno può dubitare: una scena da un rituale satanico nel film di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut. E’ accompagnata da una musica inquietante che non è altro che un canto della Chiesa Ortodossa riprodotto al contrario. Brano poi tra l’altro ripreso da una pubblicità della Campari (che merita il mio disprezzo per questo motivo).

A partire forse dal famigerato satanista ottocentesco Aleister Crowley si riporta di una “legge dell’inversione”, secondo cui l’occultista compie una serie di azioni a rovescio per trarne potere divinatorio; tra queste, la preghiera cristiana recitata al contrario evocherebbe Satana.

 

Poche storie, ci hanno marciato.

Per questo mi convinsi che c’era un gioco, un disegno ben preciso dietro a Creatura Nuda. Anche in base ai testi, come vedremo più sotto.
Poi incappai in questa intervista, dal sito (che ora non esiste più) valentina-giovagnini.com:

17) Ciao Vale. All’inizio della canzone “La Formula” compare una frase, probabilmente incisa al contrario in latino o in qualche altra lingua (sicuramente non in italiano). Molti di noi (me compreso) hanno provato a decodificarla senza successo. Potresti dirci le parole di questa frase e spiegare il loro significato? Grazie.
Fabio85 (Fabio) Bari
Si è la frase di un canto religioso latino, al contrario, ma al momento non ricordo bene le parole precise..vi farò sapere!Comunque il loro significato non ha niente a che vedere con il significato di tutta la canzone; mi piaceva l’effetto, era magico e misterioso!

 

Una risposta sorprendente. Qui Valentina:

1. sa bene di cosa si parla e sa già come rispondere
2. tende il più possibile a minimizzare
3. considera la cosa del tutto innocente, le piace solo l’effetto “magico”.

Possibile che né lei, né i due coautori, né alcuno dello staff impegnato nella produzione sapesse dei messaggi nascosti in innumerevoli brani musicali apparsi negli ultimi decenni? Direi proprio di no. Ne ha sentito parlare anche chi non è particolarmente ferrato in campo musicale. Da noi ci hanno giocato in maniera innocua anche Elio e le Storie Tese e Franco Battiato; ma si è parlato di messaggi al contrario per tantissimi altri, dai Beatles ai Queen passando per i Led Zeppelin.
Allora, possiamo dire che in realtà sapevano ma facevano finta di niente.
Hanno deciso di ignorarlo, perché piaceva l’effetto sonoro risultante? Non scherziamo.
Hanno pensato bene di inserire la cosa come espediente pubblicitario, per far parlare del disco? Penso proprio di sì. Il paradosso è che però a quanto pare non se n’è accorto nessuno; anzi, Valentina ha avuto anche meno visibilità di quella che il suo talento meritava…
Verrebbe davvero da dire che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Analisi delle tracce audio

Oggi ho provato nel mio piccolo utilizzando il software Audacity, a cavare qualcosa dai due pezzi misteriosi. Se qualcuno con esperienza volesse cimentarsi…

⇒ Per La Formula nel brano riprodotto al contrario avevo in effetti avuto l’impressione di un coro femminile che canta in Latino; ma il testo resta per me oscuro. Forse contiene la parola “femina” ma mi potrei sbagliare. Comunque vista anche la testimonianza diretta, per il modo in cui si presenta è senz’altro un canto di preghiera; l’audio è abbastanza chiaro, non distorto.
⇒ Nel caso di Senza Origine non sono riuscito a trovare un modo di separare il flebile sussurro dal resto dei suoni. Riascoltato con attenzione, sembra che ripeta più volte una frase che somiglia a “E’ il momento buono”
Se è così, ditemi se non sembra proprio pensata per far parlare i giornalisti del “momento buono” per una giovane artista in grande ascesa!

 

Se ancora non foste convinti, osserviamo i testi.

 

Le parole di Senza Origine descrivono probabilmente un sabba. Ripete più volte “Balla fino a che pace non c’è”, “Gira intorno a me canta con me”; conclude con “piramidi che girano in un gioco di luce / non fermarti mai / in questo rito che tempo non ha”…
Certo, a lavorare con immagini archetipe, parole dalle molteplici possibili interpretazioni, si rischi sempre di prendere delle cantonate, di proiettare nel testo solamente le proprie aspettative, un immaginario non appartenente all’autore. Non per niente ho da poco scritto articoli riguardo alla facilità di farsi prendere dall’immaginazione a partire da semplici coincidenze, o sulle difficoltà ad interpretare le immagini. Ma è la mole degli indizi che convince.

In un brano si parla di un “trono dei pazzi” in cui il nemico che sta sul trono, e che si rifiuta, potrebbe essere Gesù stesso. O forse no… Mah.
La bellissima Mi fai vivere sarebbe una canzone d’amore, però contiene questo passaggio: “ogni stella che cade giù / mi accarezza nell’anima”; sembra ancora una volta un riferimento a Lucifero (l’angelo caduto popolarmente identificato anche con una stella).

Un caso abbastanza interessante è il pezzo intitolato Metamorfosi, nel quale la sensualità a tratti si fa inquietante: sembra celare altro.

silenzioso scarabeo
dal tuo viso io berrò le lacrime
e vivrò
[…] da serpente la tua mente avvolgerò

A parte l’ovvio serpente, è curioso far culminare un inno alla passione erotica con l’immagine di un insetto orribile, che senza darlo a vedere sta posato sul viso della persona “amata” e si nutre della sua sofferenza!

Ma l’esempio più eclatante è il brano La Formula di cui abbiamo già parlato per la presenza della preghiera al contrario, all’inizio e anche a metà canzone.

La formula »

(preghiera rovesciata)

Vuoto di felicità
ci si trova sempre qua
lo sai
non è proprio il paradiso
Ogni spiaggia ha un mare ma
dove siamo è inverno già
e tu
cerchi in tasca il tuo sorriso
e nella scatola dei giochi siamo ormai
siamo anime lontanissime
in fondo a una città
quale formula frase magica
il buio accenderà
in questo sabato di noia
(preghiera rovesciata)
Come latte su di noi
questa luna scende giù
dov’è chi ti vende il paradiso
siamo solo polaroid
dentro questa oscurità
e tu
non sai quale treno hai preso
e nella scatola dei giochi siamo ormai
siamo anime lontanissime
in fondo a una città
quale formula frase magica
il buio accenderà
in questo sabato di noia
quale formula frase magica
il buio accenderà
quale nuvola dentro l’anima
poi ci disseterà
in questo sabato di noia

Ora, i riferimenti al Paradiso e a chi “te lo vende” (come a sminuirlo) si potrebbero trovare in dozzine di testi. Anche se le “anime lontanissime in fondo a una città” ricordano bene l’Inferno.

Ma il descrivere un sabba, un rito satanico, dove le streghe emergono dall’oscurità della notte e si vedono ricoperte dalla luce della luna piena “come latte su di noi” è talmente evidente che stupisce davvero nessuno lo abbia notato.

Il fulcro della intera canzone sta però nel titolo e nel ritornello.
Quale formula, frase magica, accenderà il buio? Risposta: una preghiera recitata al contrario!

Più chiaro di così! No, dico, mancavano solo davvero i cartelloni luminosi con le frecce rosse giganti: “Satanismo qui, guardate!”

Addirittura gioca sulla parola “sa-ba-to” utilizzando una frase all’apparenza innocua “in questo sabato di noia” che per un momento, all’ascolto, diventa “in questo sabba”…

 

Convinti?

 

Controprova

 

Per capire meglio, a suo tempo visitai il sito internet personale dell’autore dei testi, che non nomino ma se volete potete trovare facilmente.
Come prevedibile quelle pagine sono cambiate, visto il tempo passato; la mia visita, da cui conservo ancora qualche nota, doveva essere avvenuta nel 2004.
All’epoca il sito aveva come colori dominanti il rosso ed il nero; spiccava la recensione di un libro scritto proprio da lui, con argomento, guarda un po’, l’Inferno di Dante Alighieri.

Oh, non parliamo di un personaggio da poco: importanti collaborazioni discografiche, produzione di testi, libri, dipinti, canzoni… una personalità poliedrica. Eclettico, intelligente.
Davvero tutt’altro che un rozzo adepto di gruppuscoli che organizzano messe nere; se, e sottolineo se, si tratta, come a me pare, di un uomo affascinato dalla figura di Satana, e che magari con una certa incoscienza è andato oltre, certamente questo non gli impedisce di guardare a tutta questa storia come ad un esperimento, un giocare con temi scabrosi, per vedere la reazione del pubblico.

Tanto per ulteriore conferma, un’occhiata ai dipinti (pieni di inguacchi e figure confuse) che esponeva in passato (oggi presenta solo tele imbrattate, astratte).
Proprio in fondo alla pagina, ultima tra le opere, quasi a suggello, si trovava un quadro intitolato Inferno.
Interessante La danza delle odalische, che per lo sfondo cupo, le figure tratteggiate in rosso, una macchia che ricorda la fiamma di un falò, sembra piuttosto rappresentare un sabba di streghe.
A fianco a questo si trovava un quadro con un donna nuda e la luna piena. Tutto casuale, ovviamente…
Angeli e bottiglie raffigura degli angeli curvi, come fossero deboli e gravati da un peso. Quasi degli angeli straccioni, se mi si passa l’espressione, contrapposti a figure nere, vagamente definite, magari per uno strategico nascondimento (anche nel titolo): bottiglie deformate, ma che potrebbero rappresentare…
Nel dipinto intitolato Le verità filosofiche il soggetto centrale è chiaramente un pesce, raffigurato in bianco e blu.
Eppure, in questo ennesimo vorticare inquietante di caos presente un po’ in tutte le opere, spicca anche, in basso, una seconda figura dalla vaga forma di pesce, quasi fosse il primo pesce che si specchia. O forse il suo contrario? Anche i colori sono in netto contrasto: il secondo pesce è arancio-rossastro, quasi fosse fatto di fuoco. Viene spontaneo pensare che le verità filosofiche che si vogliono comunicare riguardano la contrapposizione tra due Entità, simili ma opposte. Se si considera che il pesce è fin dai primi secoli il simbolo di Gesù Cristo…

 

Prima conclusione: lo scandalo mancato.

 

Ora capite perché questa storia mi aveva colpito. Già solo sul palco di Sanremo l’avevano potuta ammirare ed ascoltare qualcosa come 10 milioni di persone. Con un brano che ha chiari riferimenti satanici. Poco dopo è stato pubblicato l’album dove questi rimandi al Diavolo si sprecano. Tra passaggi sulle TV musicali, per radio, i concerti, in seguito le visualizzazioni su Youtube… qualche altro milione di persone l’hanno ascoltata.

Milioni di spettatori. E me ne sono accorto solo io, a quanto pare!

Per questo ho esordito con “Il diavolo che si nasconde sotto il naso di tutti”.

 

Non posso fare a meno di pensare che la cantante e i suoi autori fossero in attesa delle reazioni e delle polemiche, con una serie di risposte già preparate per i giornalisti; immaginando telefoni incandescenti, servizi in fondo al telegiornale e richieste di interviste. E invece …puff! Una bolla di sapone. Penso siano rimasti parecchio stupiti.

Doveva essere una partenza col botto per una artista che già di suo aveva tutto per sfondare.

Ma non è andata così: la gara del Festival è stata vinta da Anna Tatangelo, che da lì ha visto partire una carriera sfolgorante, pur rappresentando solo una bella presenza e una voce, per un successo commerciale abbastanza dozzinale (è una cantante da cronache rosa e contenuti melensi, cuore-amore); niente a che vedere con la ricerca di radici musicali medievali, sonorità celtiche, lo stile raffinato di Valentina. Che però da lì in poi stentava a decollare. Un buon successo per un gruppo di fans affezionati, poca attenzione dal grande pubblico. Una stellina di seconda grandezza, per molti inspiegabile che non abbia ottenuto un riconoscimento che meritava più di molti altri. A partire da quella finale del 2002, persa per un soffio: 7654 voti la Tatangelo, 7633 la Giovagnini. Solo 21 voti, una beffa.

E qui si sarebbe chiuso l’articolo se l’avessi pubblicato 10 anni fa. Magari con qualche mio inevitabile moraleggiare sulla vera ragione per cui il successo sperato non era arrivato.

 

 

 

 

 

La morte

 

Un giorno, mi pare nel 2014, in uno dei miei molti tentativi di motivarmi a scrivere su questo blog, pesco tra i files e mi ricapita in mano questo articolo mezzo finito; penso di completarlo, e per prima cosa faccio una ricerca su internet per un aggiornamento. E rimango brasato: la giovane cantante era già morta da anni!

 

Valentina Giovagnini muore in seguito ad un incidente stradale avvenuto nel primo pomeriggio del 2 gennaio 2009, su di una strada deserta vicino al suo paese, Foiano della Chiana in provincia di Siena. La frazione in cui avviene l’incidente si chiama Santa Luce.

 

Lessi della sua scomparsa dal sito (che non esiste più) musicwebitalia.it; mi ero appuntato questa frase, che sembra sottolineare la sfortuna di una ragazza perseguitata dal destino, strappata alla vita proprio quando sembrava aprirsi uno spiraglio per rilanciare la sua carriera:

la bella artista toscana non ha oggettivamente avuto il giusto tempo a disposizione per farsi conoscere dal pubblico in maniera adeguata. Tra l’altro, la stessa Giovagnini si era lamentata, la scorsa estate, di essere stata vittima di una serie di ritardi, in ambito discografico, che le avevano fatto solo perdere tempo.

 

All’epoca mi imbattei in una discussione su Facebook tra fans, dicevano che l’automobile era uscita di strada in un tratto rettilineo; che il tempo non era male, pertanto la strada non doveva essere né ghiacciata né bagnata. Sembra un incidente inspiegabile, un caso molto raro. Nessuno di loro poteva fare il collegamento che ora sta pensando chi legge queste righe.

Il sito allmusicitalia riporta ancora oggi una versione più banale dei fatti: “uscita di strada a causa della neve e del ghiaccio”. Neve non saprei, ma la presenza di una lastra di ghiaccio è una spiegazione parecchio convincente, erano giorni freddi quelli; anche se era pieno pomeriggio.

(Da notare che lo stesso articolo cita tutti i “no” che hanno frenato la carriera di Valentina, “alcuni davvero inspiegabili”…)

 

Traetene le conclusioni che volete. Non so dire cosa sia successo. E’ facile farsi suggestionare. Ma dovete ammettere che, come tragico apologo sui rischi del trafficare con l’occulto e il Diavolo, funziona ed impressiona parecchio!

Attenzione: non sto dicendo che l’incidente mortale sia stato causato da Satana. Tantomeno mi azzarderei ad attribuirlo ad una punizione divina!

Però… Non conosciamo tutti gli effetti delle nostre azioni.

 

 

Io credo che Satana esista, ma solo come conseguenza del credere in Dio. Non ne ho paura, temo solo quel che di male posso fare io nella mia vita; anche, certamente, cedendo a tentazioni.
Il satanismo è solo un piccolissimo fenomeno folkloristico per cretini e spostati; non merita la nostra attenzione.
Ma anche un ateo dovrebbe ammettere, per amore di sanità mentale, che giocare ad esplorare magia nera, superstizioni e riti che esprimono intenti malvagi, può fare solo male.
Irresponsabile poi chi nel mondo dello spettacolo sfrutta questo filone malato per darsi un tono trasgressivo e far parlare di sé.

 

Stridente ed inopportuno

 

Beh, che dire di questo articolo? Capite ora il mio disagio? Valentina Giovagnini direi che merita di essere ricordata per il suo sguardo limpido, non certo come vittima di un gioco occultistico.

Pesco ancora dai miei vecchi appunti. Chi l’ha conosciuta l’ha definita “…una ragazza di una sensibilità straordinaria, una ragazza semplice che sognava di vivere di musica e di emozionare il pubblico…”
Don Carlo Bonechi, il parroco del suo paesino: “L’ho battezzata, l’ho vista crescere: sempre solare, mai diva, anche dopo aver assaggiato la notorietà”

La famiglia ha persino creato una Onlus in sua memoria per svolgere attività benefiche! Usano tra l’altro i proventi dei dischi per sostenere l’associazione…

E’ un quadro fatto di buoni sentimenti e voglia di far bene.
Ti fa sentire in difetto il rivangare questa vecchia storia. Non vorrei creare dolore.

Ma ragioniamo. In fondo è un caso che io mi trovi a divulgare questa storia solo oggi, nel 2017.

Se però avessi svelato i trucchetti dell’album Creatura Nuda nei primi anni, avrei praticamente aiutato il successo di una operazione studiata a tavolino con molto pelo sullo stomaco: premiare l’azione scorretta.

Se ne avessi parlato poco dopo la morte o un paio di anni dopo, ovviamente sarebbe stato un mancare di sensibilità nei confronti di chi ha subito un grave lutto.

Oggi uno può dire “lascia in pace i morti, è storia vecchia che non interessa più a nessuno”.

Eh, ma allora per un motivo o per l’altro il momento giusto per parlarne sarebbe mai!

No, mi spiace, tutti dobbiamo affrontare le conseguenze delle nostre scelte.

Il tempo passato può aiutare a guardare le cose in prospettiva, da lontano. Dobbiamo mettere in guardia chi potrebbe in futuro farsi affascinare da tematiche legate alla magia e al satanismo; magari senza tanto pensarci, abbandonandosi come ad un passatempo leggero, senza prenderlo troppo sul serio.

Una morte tragica può rendere insignificante il valore di una notizia inedita su di un personaggio noto: di fronte a questa soglia oscura, che contano le indiscrezioni su amori, affari e litigi di un defunto vip? Passa tutto.
Se però si parla di aver trafficato col Demonio, la prospettiva si ribalta perché si rimane pienamente in tema: è proprio la morte inaspettata che rende più drammatico e necessario dire una parola chiara sull’importanza di prendere le distanze dal Male Assoluto.

 

 

E forse è provvidenziale la scarsa visibilità del mio blog rilanciato da poco: che a parlare di musica ci pensino altri; che una cantante sia ricordata per la sua voce. Ma se qualcuno cerca specificamente informazioni su musica e satanismo, può trovare qui un punto di riferimento che altrimenti mancherebbe. Una storia che sa di antico, in questo mondo scettico e qualunquista che crede di poter ridere delle preoccupazioni di chi difende il sacro.

 

Conclusione.

Nota sul Copyright. Il materiale contenuto in questa pagina è parecchio (in particolare i testi), ma credo che fosse necessario, trattandosi di una ricerca originale unica e che porta conclusioni molto sorprendenti che risulterebbero ben difficili da accettare altrimenti. Due o tre citazioni smozzicate, fuori dal contesto, sarebbero sembrate solo coincidenze gonfiate, interpretazioni. Per questo ritengo il presente articolo rappresenti un caso da manuale di fair use a scopo di critica.

 

Chiudo con il testo di una canzone che Valentina presentò nel 2004. La prima volta che l’ho letto ci sono stato male.

L’attesa Infinita

Sono un fiume che insegue la fine di sé
che strapparsi l’oceano dal cuore non sa
paradisi per noi non si accendono più
ma non trovo la forza di uscire da te
Cancellami colpiscimi sconfiggimi ora
Cancellami costringimi disperdimi ora
Tra i semafori in fuga convincimi tu
che quel cielo promesso ai miei occhi non c’è
che in un cinema spento mi libererai
dall’attesa infinita dell’ultimo addio
Cancellami colpiscimi sconfiggimi ora
Cancellami costringimi disperdimi ora
Cancellami colpiscimi sconfiggimi ora
Cancellami costringimi disperdimi ora
Se dentro te c’è ancora luce

 

6 commenti:

  1. Impressionante.

    L’incidente è davvero avvenuto in una località chiamata Santa Luce?

  2. Alessandro Grasso

    Così riportano le cronache…

  3. Ottimo articolo ben argomentato, pur non essendo un appassionato di tematiche religiose penso che seguirò con attenzione questo blog. I miei più sinceri complimenti.
    Roberto

  4. Alessandro Grasso

    Grazie davvero Roberto!

  5. Bruno Fromtuuannain

    Ciao, essendo fan di Vale da molti anni non ti posso nascondere il malumore per aver associato l’oscurità ad una ragazza che reputo speciale ma nel senso opposto del tuo articolo, quasi un emissario di luce. Però capisco l’onestà dei tuoi sforzi e non posso non congratularmi per la capacità d’analisi. Una capacità che avresti potuto ben sfruttare anche per capire perché la Tatangelo fosse arrivata prima. In quel caso il titolo del tuo articolo sarebbe stato azzeccato ma con intendimenti diversi.
    L’articolo è di sicuro interesse e merita una riflessione: più volte ho notato che possono accadere cose, coincidenze, senza che ce ne rendiamo conto, come se noi le evocassimo, o come se inavvertitamente ci avvicinassimo a loro pur senza inquinarcene. Accade anche nella fisica quantistica se proprio vogliamo dare un senso scientifico alla cosa. Oppure accade a uno scrittore che nel pieno del suo romanzo comincia a scrivere come un automa, quasi i personaggi stessi scrivessero da se le loro storie usando l’inconscio dello scrittore come ponte levatoio. Quindi può capitare che pur avendo animo limpido si scrivano delle cose sfiorandone il mistero e ritrovandosi senza essersene accorti a coincidenze come quelle da te enunciate e non perché artefici delle stesse ma semplicemente perché bene e male sono due sponde tracciate dallo stesso fiume.
    Come a dire, per fare un esempio pratico: … odio i cardi ma amo i fiori e se corro felice in un campo di fiori sotto il Sole può capitare che quando ci incontriamo vedi dei cardi incollati sui miei pantaloni perché i cardi si attaccano, non come le migliaia di fiori che ho attraversato che sono rimasti sul campo e nella mia anima. E tu che associ, come me, i cardi al brutto e al male, mi vesti di cardo nelle tue intenzioni. Sbagliando. Hai ben analizzato i miei cardi e i pantaloni, ma non sai nulla di me.
    Capisci cosa intendo? Non dico affatto che il tuo sia stato un lavoro falsato, anzi, ne sono rimasto assai affascinato ed ho apprezzato la metodologia d’analisi. Dico soltanto che nell’articolo intravedo un difetto dovuto a una tua presa di posizione che per tutto l’articolo ti sei sforzato di non far notare neanche a te stesso.
    All’inizio dell’articolo fai un analisi distaccata dei fatti mentre verso la fine c’è più la tendenza di aver già deciso i connotati della cantante, ma per quanto i fatti siano sotto i tuoi occhi, Valentina non lo è stata abbastanza.
    Considera anche che hai convissuto con un’ipotesi per molti anni, e anche questo influenza l’osservazione. Forse avresti dovuto diventare fan anche tu e frequentare i Premio di Pozzo annuali per capire l’atmosfera che li anima. In questo caso avresti avuto un paniere di informazioni maggiore.
    Di Valentina metterei la mano sul fuoco. Del paroliere non ne so abbastanza ma l’ho sempre considerato “di luce” anche lui nonostante tu l’abbia giustamente notato viandante del mistero che è in noi. Da questo però a immaginarlo come stratega che si diverte a mettere nelle mani di un animo puro un testo simil-satanico, non ce lo vedo proprio (di solito chi lavora nell’ombra assume posture e fisionomie che lo tradiscono, e non sa parlare puro come avviene per lui). Può essere stato influenzato dal suo background culturale? Ognuno di noi lo è, ma francamente non vedo più di questo, nonostante le apparenze. E’ un pregio dell’intelligenza quella di esplorare gli oltre confini senza rovinarsi, come anche tu hai limpidamente fatto nel tuo articolo. Il tuo articolo che parla di satanismo infatti come mai potrebbe indicare in te un satanista?
    Capisci che intendo?… se ad Halloween mi maschero da teschio non è che sono amante delle tenebre. Sto soltanto giocando con le nostre paure. Le cose vanno commisurate ad personam, non generalizzate: “chi ha fatto cosa e in che modo, non soltanto cosa è stato fatto per capire chi”. Questo almeno è il mio pensiero, dato che dieto a ogni osservazione c’è sempre il filtro dell’osservatore.

    Hai fatto un lavoro eccellente d’analisi sui fatti.
    Ora non ti resta che conoscere Valentina. Quella vera.

  6. Alessandro Grasso

    Caro Bruno, non sei il primissimo fan che mi scrive, nonostante l’articolo non abbia avuto pubblicità. Si vede che sei una persona che pensa. Non ti possono accontentare le canzoni dozzinali che fanno successo oggi. Per questo ti darei sui 35 anni.
    Il contenuto di questa pagina è a dir poco difficile da digerire da parte di un ammiratore di Valentina, eppure le reazioni sono abbastanza positive, tutto considerato. Anche tu cerchi, scusami, più di attutire il colpo con una imbottitura di parole che mettere in discussione il contenuto. Comprensibile.

    I testi di quell’album hanno un autore ben preciso, e i contenuti già discussi sopra sono pesanti e non spiegabili con una serie di coincidenze. Del resto un album non è un trattato o un modo di esplorare un argomento: il gioco non può che essere quello che ho esposto. Magari è dura da accettare, ma la motivazione appare meno improbabile quando si ricorda che parliamo di spettacolo e di un publicity stunt.
    Non ho preteso, penso sia risultato chiaro, giudicare il carattere di Valentina. Anzi ho riportato testimonianze lusinghiere.
    Di questo gioco però non poteva essere ignara. Difatti il brano del 2004 riportato qui in conclusione, con cui voleva tornare al Festival ma che giustamente venne bocciato, non solo riporta nei testi la stessa tematica e sembra sfidare la Luce ad annientarla, ma è musicalmente cupo, ossessivo, inquietante. E’ un esercizio di frustrazione.
    Tra l’altro la ipotesi con cui ho “convissuto per molti anni”, come dici, non è andata crescendo, era già consolidata e le uniche aggiunte posteriori al 2004 sono appunto la morte e il brano L’attesa infinita appena citato.

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