Perché i problemi sono sempre facilissimi o difficilissimi

gatto intrappolato in alto

Ostacoli naturali e ostacoli umani.

 

Fateci caso. E’ difficile trovarsi di fronte ad un problema di difficoltà media.

Nella vita incontriamo spesso questioni che ci sembrano molto chiare ed evidenti, e ci chiediamo come mai gli altri non ci siano ancora arrivati. E poi ci sono difficoltà che ci sembrano quasi insormontabili, problemi che sono veramente più grandi di noi. Apparentemente le situazioni intermedie non sembrano così comuni. Eppure te le aspetteresti.

Com’è ‘sta storia?

 

Ovviamente appena inizio a fare esempi creo occasioni di disaccordo. Ma proviamoci comunque.

 

  • Produrre un nuovo vaccino richiede anni di lavoro di un team di ricercatori, e il risultato non è garantito. Rendersi conto che occorre vaccinarsi e non dare retta a quelli che si oppongono: semplice.
  • Capire come funziona l’economia è un compito difficilissimo. Smontare le teorie più strampalate che pure trovano credito (non citerò un paio di casi che mi vengono in mente per non alienarmi il lettore), è relativamente facile.
  • Andare sulla Luna è un’impresa epica. Facile invece riconoscere che è una bufala la teoria di complotto secondo cui la missione Apollo 11 non sarebbe mai arrivata sulla Luna, ma si sarebbe trattato di una messinscena.
  • Fare una vera pizza napoletana: arte per pochi. Fare una pizza migliore di quella americana: come bere un bicchier d’acqua.
  • Avere la risposta definitiva su Dio: impossibile. Capire che l’unico Dio possibile è Gesù Cristo: con un po’ di informazioni ordinate ed obiettive, facilissimo.
  • Lanciare un nuovo prodotto della tua ditta sul mercato: molto difficile. Notare che il tuo collega raccomandato propone idee che non stanno né in cielo né in terra: un gioco da ragazzi.
  • Comprendere come funziona la sessualità umana: un’impresa. Capire che essere maschio o femmina non dipende da come ci si sente: di una evidenza solare.
  • Investire: difficile. Non sperperare i soldi: facile.
  • Liberarsi da una dipendenza (droga, alcool, pornografia): molto difficile. Non sviluppare la suddetta dipendenza: con una minima accortezza, facile.

 

Quale sarebbe il filo conduttore?

La legge dello sfratto e dei tarocchi.

 

Userò queste due immagini per fissare in immagini il senso delle due tipologie di problemi.

SFRATTO: I problemi difficili nascono dalla nostra lotta con la realtà concreta: il mondo è molto complesso, e comunque le cose che devono ancora essere risolte nella società avanzata di oggi sono le più impegnative rimaste.

TAROCCHI: I problemi facili riguardano invece la stupidità umana: cose che si possono capire senza grossi sforzi, e se rimangono ancora sul piatto è per colpa della ostinazione di gruppi di persone che non vogliono accettare la verità, o che cedono a proprie debolezze, pregiudizi, interessi.

sfratto, carte tarocchi

Spiegazione dei simboli. Ricevere una notifica di sfratto significa che ti piomba addosso la vita in tutta la sua durezza. Credere o non credere ai tarocchi invece è farsi fregare da un raggiro stupido oppure no.

SFRATTO-DIFFICILE.   TAROCCHI-FACILE.

 

Notate però due fatti interessanti:

  1. tra i problemi difficilissimi si trova il riuscire a convincere i cretini, quelli che non ci stanno, o quelli che ormai hanno subito un condizionamento, a rendersi conto della soluzione dei problemi facili. Quindi sarebbe un’impresa titanica riuscire a far cambiare idea ad un antivaccinista, un fanatico di teorie economiche strampalate, un complottista sulle missioni lunari. Il collega raccomandato, l’americano medio in cucina, il drogato, il tizio con le mani bucate, probabilmente non riuscirai mai a portarli sulla retta via. A provare a convincere ad un uomo che si sente donna che la realtà supera la sua psiche, al massimo si ottiene di essere etichettati come mostri. Un non-cristiano ben difficilmente accetterà che ci sia una religione migliore delle altre, e tra l’altro non la sua. E’ sempre difficile tentare di modificare la realtà del mondo esterno, specialmente quando è rappresentata dalla volontà ostinata di altri esseri umani.
  2. Per chi non ha capito nulla, un problema facile rimane facile, solo che la soluzione per lui evidentissima è quella opposta. Una teoria di complotto si regge su di un sacco di “ovviamente”. I più allucinati visionari guarderanno con sommo disprezzo e compatimento i luminari che hanno studiato per una vita la materia su cui i tapini invece pontificano a casaccio.

 

Applicazioni pratiche non banali.

 

Il caso della dipendenza da droghe et similia sembra un po’ diverso. Invece, se ci pensate, nel momento in cui uno ci è finito dentro, deve lottare con processi fisiologici che non controlla e/o con una abitudine mentale (uso una parola vecchia e squalificata: il vizio) che non vive come propria, ma subisce come ostacolo presente dentro di sé. E non sa come liberarsene. E’ un problema difficile perché lotta contro la Natura, ancora una volta, proprio come chi deve costruire una casa antisismica. Anche se si tratta delle propria natura personale, degenerata.

Ma invece non è così difficile evitare una dipendenza prima che si formi. Nessuno, si potrebbe dire in parallelo, vi costringe ad andare a vivere in una zona soggetta a terremoti.

Non siamo predisposti a subire l’assalto di sostanze psicotrope nel nostro organismo, nè del resto di un fiume di immagini pornografiche, che sovrastimolano un cervello che è fatto per reagire a segnali ben più precisi e circoscritti. Ma come non siamo attrezzati per affrontare queste cose, per lo stesso motivo non esiste motivo per esporsi, dato il rischio!
E allora perché diventa normale cadere in queste trappole? Per l’ottusità umana; di chi ragiona come un ragazzino che dice che tanto è lo stesso, non è poi questo gran male.

Lottare contro la stupidità di chi giustifica la diffusione di marijuana e porno, e contro i problemi pratici che le favoriscono, è una battaglia contro la dura realtà, difficile per questo proprio come la lotta di chi vuole uscirne (siamo al caso Sfratto).

Ma si rinuncia troppo presto al lato Tarocchi: a mettere in evidenza l’inconsistenza della visione del mondo di chi considera intrinsecamente buono e/o inevitabile il lasciarsi andare!

I problemi si incancreniscono, a gioco lungo, anche perché prevale una cultura della stupidità, passiva; l’idea che per forza un giovane non possa esercitare l’autocontrollo. Come se non fossero esistite, ad esempio, civiltà che conoscevano le droghe ma dove non ne era diffuso l’abuso.

E’ necessaria una battaglia culturale. Altrimenti la nostra società sarà sempre più schiava, avvoltolata su sé stessa nelle debolezze umane, nonostante l’aver risolto la maggior parte dei problemi più difficili!

 

La cultura del non poter resistere alle proprie voglie oggi sembra regnare incontrastata. Eppure non porta neanche i piaceri che promette.

Per tutto il parlare che si fa oggi di sesso e di libertà, la situazione nel mondo occidentale sembra piuttosto grigia. La sessualità è a pezzi; si va dalle paure, malattie, noia, promiscuità e tradimenti dell’europeo moderno, alla indifferenza asessuata di tanti giapponesi “all’avanguardia”.
Fa sempre parte del perdere il controllo di un meccanismo che non sarebbe teoricamente difficile far funzionare in maniera ordinata, semplicemente rispettandone la natura e promuovendo una crescita dei giovani che segua l’esempio migliore, per imitazione. La nostra civiltà si fonda sulla stretta monogamia, e ha portato risultati spettacolari. E’ da pazzi rimettere tutto in discussione e lasciare che si diffonda, sempre per imitazione, un modello primitivo, fatto di istinti e sentimenti precari.

 

Per la stessa ragione l’apparente difficoltà a far funzionare un matrimonio è un falso problema. Certo non è scontato trovare “la persona giusta”: si fanno i conti con la realtà esterna (difficile).

Ma per quanto duro e impopolare sia quello che sto per affermare, sentirsi dire dalla persona che ti ha sposato “voglio il divorzio” non è l’equivalente di una comunicazione di sfratto. E’ solo, tipicamente, il sintomo finale, il punto di rottura di una storia segnata dall’immaturità di due persone che hanno affrontato la vita come se si fossero affidati ad un oracolo dei tarocchi.

 

Non faccio proprio nessuna fatica a non tradire mia moglie. E’ una cosa talmente naturale e bella che davvero posso definirla facile. Capiamoci: non potrei mai smettere di essere Genoano e passare ad altra squadra. Qualunque vero tifoso mi può capire. Ma pure prendessi in considerazione la cosa, il calcio non è così importante: alla mia vita in sostanza non cambierebbe niente. A maggior ragione mi è impensabile lasciare mia moglie, evento che non potrebbe che essere sconvolgente!

E’ una questione di impostazione. Di quale visione del rapporto di coppia abbiate sviluppato, prima di incontrarvi. Ovviamente è argomento che merita ben altra trattazione.

 

 

Aggiungiamo un altro elemento.

Il criterio del minimo sforzo.

 

Gli esseri umani sono naturalmente pigri. Per questo quasi tutti passiamo la vita a non affrontare mai un problema serio. Al massimo facciamo, sul lavoro, un compitino da formichina, per mettere un tassello minuscolo in una impresa più grande.

Riduciamo tutti i problemi al caso facile. Cerchiamo il modo di rendere una materia, che sarebbe intrattabile, valutabile secondo un criterio semplice. Dobbiamo capire l’Universo? Cerchiamo di capire da che parte stiano i cretini.

 

Una persona comune si costruirà perciò una visione quasi esclusivamente in base alle convinzioni delle persone che frequenta, stima, da cui impara. Cercherà la rassicurazione del gruppo. E guarderà con compatimento ed incredulità ai componenti del gruppo opposto, che proprio non si rendono conto…

Chi vuole distinguersi (e qui senza false modestie cerco di collocarmi io) si rende conto della facilità con cui ci sbagliamo per non aver saputo superare i nostri tunnel mentali e pregiudizi; per questo diventa un esperto in errori altrui. Non migliorerà il mondo come fa chi inventa un nuovo trappolo tecnologico utile a tutti, ma può fare la differenza rendendo più chiari i tanti pregiudizi che frenano e peggiorano la società. E’ un filone enorme da studiare.

La maggior parte degli intellettuali e scienziati, tuttavia, non cerca di seguire questa strada; tende a specializzarsi sul proprio campo, magari dando qualche picconata costruttiva cercando la vena di metallo prezioso nella realtà del mondo. Per il resto vanno con la massa.
Fateci caso: brillanti scienziati capaci di astrazioni raffinatissime e concrete, dimostrano una coscienza minima, ridicola delle complessità di una società; e se gli parli di religione, hanno la mente di un quattordicenne. Perché nel loro gruppo (quasi) tutti la pensano così.
Gli umanisti specialmente si distinguono per la capacità di usare le loro abilità verbali per difendere le proprie scelte, non motivate davvero ma difese trovando scuse a posteriori ed ostacolando gli avversari dialettici.

 

Ed ecco come prima o poi anche i migliori finiscono per sbagliare clamorosamente.

 

Come accade che persone per il resto brillanti si facciano prendere da teorie penose, idee indegne della loro reputazione?
E’ una domanda che mi ero posto osservando un caso che riguardava Vittorio Messori, il più importante scrittore cattolico italiano perlomeno del Dopoguerra, specializzatosi nel trattare la Fede Cristiana e l’attendibilità storica delle Scritture, con acume e attenzione alle fonti e al dato concreto. Ho la biblioteca piena di suoi libri di carta. Ha tutta la mia ammirazione.

Eppure in una o due occasioni si è speso per difendere un personaggio, Gustavo Rol, che pur in maniera molto personale, affettando una certa schiva riservatezza e non cercando guadagni, si era proposto ad un pubblico selezionato come mago, dotato di poteri straordinari, capace di far materializzare oggetti dal nulla ed altre diavolerie.

Come ha fatto a non pensare che avrebbe così squalificato la credibilità dei suoi lavori che trattano del soprannaturale nella tradizione cristiana, se con tanta facilità si è lasciato convincere da presunti fenomeni paranormali che hanno le caratteristiche, per quel che è stato dato di verificare, dei soliti trucchi dei prestigiatori?

 

Un altro caso: Olavo de Carvalho, filosofo brasiliano capace di riflessioni davvero profonde, un bel giorno scopro che si è fissato sulla vecchia storia del presunto certificato di nascita falso di Barack Obama.

Poi abbiamo un episodio meno eclatante: nel mio ultimo articolo me la prendo con Paolo Attivissimo, giornalista e debunker molto abile nello smontare i teoremi complottisti più strampalati, che si era scagliato in maniera vergognosamente infondata e inconsistente contro Donald Trump, e già che c’era ne aveva per me, omofobo bigotto cattolico, e per i non aderenti alla linea del progressismo.

 

Come si finisce per prendere queste cantonate? Scantonando dal territorio abituale. E soprattutto sottovalutando che anche i cretini, a volte, ci pigliano. Loro malgrado.
Per questo si può fallire dopo tanti successi. Si genera una abitudine a riconoscere gli schemi mentali fallati dei propri avversari. Si finisce per considerare sbagliato tutto quello che dicono, avendo raccolto una mole di esempi notevole, corredati da abbondanti prove, all’interno di un quadro coerente. E viene la volta che quelli arrivano ad una conclusione non banale e, nonostante tutto, giusta.

-Messori ha visto per una vita gli scettici “metterlo in guardia” su cose su cui avevano dimostrato di non sapere nulla, da bravi laicisti capaci solo di guardare “la religione” dall’alto in basso, superficialmente. Tra l’altro trattandola alla stregua di superstizione e magia.

La volta che ha trovato un mago molto abile, che non cercava di ottenere all’apparenza vantaggi personali (tranne per il proprio ego, evidentemente) e che si dimostrava, pare, un buon cristiano, Messori ha preso le “prove” di eventi paranormali come buone, e lo scetticismo dei soliti detrattori atei-agnostici come il solito apriorismo.

 

-Olavo de Carvalho ha combattuto una vita contro i progressisti nei media. Quando questi hanno lanciato un personaggio come Obama, che in qualche modo non suonava autentico (ad esempio è poco americano come mentalità, avendo vissuto all’estero), in molti, lui compreso, si sono aggrappati ad un bersaglio apparentemente facile, ovvero cercare un certificato di nascita che dimostrasse che non era nato sul suolo degli Stati Uniti. Da qui a fissarsi sulla presunta falsificazione del certificato presentato è stato un attimo. Come essere intelligentissimi e farsi beffare in qualità di gonzi.

 

-Attivissimo parte già da una sua tara personale, per orientamento/pregiudizio progressista. Ma il non rendersi conto del peculiare isolamento politico di Trump, che gli ha dato un sostegno sproporzionato da frange normalmente invisibili, lo ha convinto di avere a che fare con un estremista, ad onta dei contenuti.

Abituato a sbufalare, nel momento in cui vedi che Trump è sostenuto da complottisti screditati come Alex Jones, fai due più due e credi di poter estendere a questa realtà la tua esperienza di debunker. E finisci senza accorgertene a dare giudizi a caso per sentito dire, cedere all’isteria collettiva dei Democratici e dei media, fino a chiamare clamorosamente “nazisti” i sostenitori di Trump.
Dal combattere i visionari ciechi a diventarlo!

 

Può capitare ai migliori. Il criterio che fallisce è sempre quello: giudicare la realtà col minimo sforzo, contando sul fatto che gli avversari sono quelli che hanno “sempre” sbagliato in maniera evidente.

Mai abbassare la guardia. Me lo dico da solo.

3d complexity: fractal spheres

Non le solite palle dell’albero di Natale. Complessità. Frattali!

 

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