Natale a pezzi

Interno di chiesa moderna

Un flash di parecchi anni fa, io bimbetto per mano a papà. Vivevamo nella città di ***. Si era nelle vacanze natalizie, me lo ricordo perché per le strade all’epoca si appendevano ancora le luminarie: festoni, stelle, sagome di candele disegnate con le lucine. Rincasavamo passando per vie a me sconosciute, eravamo stati in visita ad una prozia. A pensarci faceva strano che mio padre, agnostico militante vecchio stampo, cedesse alle convenzioni e al cosiddetto spirito natalizio, per andare a trovare i parenti anziani, auguri panettone eccetera. Ma giustamente la zia che ne poteva, se era nata in epoca poco illuminata e a queste cose ci teneva? Ed ecco. Poi…

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Le stranezze dell’attentato di Berlino e la tentazione di ricamarci su

2 scene. Babbo Natale sul camion commerciale artefaatto, il Natale di sangue col camion che ha ucciso a Berlino

Contrasti   Ormai anche la guerra vive di immagine. L’ISIS produce una rivista patinata con cui insegna a compiere azioni atroci con una raffinatezza editoriale da fare invidia al National Geographic. Il terrorismo recluta adepti attraverso i più vari canali internet, e vive di immagini, video propagandistici, riprese di esecuzioni lungamente provate e riprovate su condannati ormai rassegnati ed inermi. Attaccare il Natale è un atto simbolico nettissimo. Attaccare un mercato di Natale è ancor più azzeccato, perché colpisce l’immaginario tanto quanto centra la natura di questa festa occidentale di massa (compere e non preghiere). Per questo ho scelto di aprire con una immagine netta, di contrasto: da un lato il…

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