Commenti per Blumudus https://blumudus.it Alessandro Grasso's own Thu, 23 Aug 2018 09:31:51 +0000 hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 Commenti su Crollo del Ponte Morandi. Colpa dei No Gronda? PARTE 2 di Alessandro Grasso https://blumudus.it/2018/crollo-del-ponte-morandi-colpa-dei-no-gronda-parte-2/#comment-2197 Thu, 23 Aug 2018 09:31:51 +0000 https://blumudus.it/?p=1531#comment-2197 3. Bolzaneto “meglio servito”. Beh, tutti i possibili tracciati hanno dei pro e dei contro, non si può collegare tutto con tutto. Però nota che, essendo lo scopo dell’opera il collegamento est-ovest, il raddoppio dell’A7 tra Bolzaneto e Genova Ovest può essere considerata un’opera parallela. Non l’ho escluso.
Invece il tratto lungo della Gronda collega solo Bolzaneto con Voltri. E’ un leggero vantaggio solo per i veicoli che si spostano tra queste due uscite (forse neanche perché bisogna fare un raccordo A26 ed un pezzo a tornare indietro), oppure tra Bolzaneto ed il ponente ligure/Francia, mentre allunga i percorsi di tutti gli altri… E non serve affatto le tre uscite del ponente genovese! Al contrario il subalveo proposto da Maifredi serve meglio tutti. Pensa soprattutto ad una seconda Genova Est più in basso, per cui il traffico locale non deve farsi tutta quella lunga rampa di uscita…

Grazie per gli spunti di approfondimento e per le belle parole, Massimiliano!

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Commenti su Crollo del Ponte Morandi. Colpa dei No Gronda? PARTE 2 di Alessandro Grasso https://blumudus.it/2018/crollo-del-ponte-morandi-colpa-dei-no-gronda-parte-2/#comment-2196 Thu, 23 Aug 2018 09:31:02 +0000 https://blumudus.it/?p=1531#comment-2196 2. Traffico indotto.
A.Downs ed altri spiegano come una gran parte del traffico indotto sia parassita, nasca da viaggi inutili, riduzione dell’uso dei mezzi pubblici o alternativi…
Ci può essere traffico indotto che produce nuove occasioni di produzione e commercio? Senz’altro, ma non è così semplice. Nei costi/benefici ci sta la spesa decisa dal monopolista in accordo con le istituzioni, che dunque equivale ad una tassa ed ha un effetto negativo. Nei benefici ci sta una eventuale, non sicura, soddisfazione di una domanda di trasporti che deve però nascere da altro. Se il Paese cresce, dà fiducia agli investitori, riduce gli ostacoli burocratici e le tasse, ecc.ecc., allora ci vogliono anche infrastrutture che servano questo sviluppo. Ma una strada in più non ha l’effetto automatico di aumentare i passeggeri dell’aeroporto; può risolvere problemi eventuali che mantenevano depressa la domanda di voli, altrimenti più esuberante, se queste sono effettivamente le condizioni.
Riporto dall’articolo: “ripeto anche se all’epoca non volevo accettarlo, la civiltà va avanti anche a furia di sprechi e opere difettose.
Invece per quanto riguarda il traffico indotto, realisticamente escludendo ogni miglioria del trasporto pubblico, si tratta semplicemente di rassegnarsi ad un notevole aumento dell’uso del mezzo privato, con conseguente cronicizzazione degli ingorghi e dei rallentamenti”
In altri termini, sì, ci sta la grande opera in funzione di uno sviluppo, nonostante tutti i difetti. Ma lo sviluppo vero lo realizza la società dove i difetti si riconoscono e limitano, mentre specialmente da parte dei prenditori genovesi c’è un atteggiamento troppo passivo, aspettarsi che lo sviluppo cali dall’alto e sia generato dalle opere accessorie.

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Commenti su Crollo del Ponte Morandi. Colpa dei No Gronda? PARTE 2 di Alessandro Grasso https://blumudus.it/2018/crollo-del-ponte-morandi-colpa-dei-no-gronda-parte-2/#comment-2195 Thu, 23 Aug 2018 09:28:21 +0000 https://blumudus.it/?p=1531#comment-2195 1. Costi. In effetti forse non sono stato chiaro. La suddivisione dei costi sui cittadini genovesi serve per fissare le idee, per visualizzare l’impatto. Altrimenti le cifre rimangono astratte ed un’opera che costa 500 milioni non si distingue nella percezione comune da una che costa 5 miliardi.
Inizialmente il testo su questo punto era più lungo, ho voluto sfrondare viste le dimensioni del papiro. Chiaramente Autostrade ripartisce in parte i costi scaricandoli sui pedaggi di tutta Italia; poi c’è una parte del traffico che non riguarda la città di Genova ma la bypassa (un 10% a memoria mia); poi ci sono i non genovesi che vengono a Genova e pagano l’autostrada; infine c’è il traffico pesante, che ridistribuisce a raggiera in maniera non banale il costo, attraverso i prezzi di prodotti e servizi che si alzano; impatta più sul locale e meno su realtà distanti, ma come fattore c’è ed è importante.
Per semplificare, in fondo si trattava di un conto a spanne, sostengo che si possa proiettare il costo solo sui genovesi perché è vero che una parte dei costi si trasferirà ad esempio ai cittadini della Toscana, ma attraverso lo stesso tipo di dinamiche i genovesi pagheranno a loro volta in parte le nuove opere ed il rifacimento di viadotti della Toscana.
Evidentemente non è un bilancio in cui + e – si compensino automaticamente, ci sarà sempre chi paga di più per opere distanti dal suo territorio, ma vista l’impossibilità di fare questo conto, partiamo da una prima indicazione che ci dà una misura comprensibile del tipo di costi affrontati.

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Commenti su Crollo del Ponte Morandi. Colpa dei No Gronda? PARTE 2 di Massimiliano Scala https://blumudus.it/2018/crollo-del-ponte-morandi-colpa-dei-no-gronda-parte-2/#comment-2192 Thu, 23 Aug 2018 06:16:12 +0000 https://blumudus.it/?p=1531#comment-2192 Blumudus quando un articolo è scritto così bene, semplice da capire e molto ben documentato è anche facile fare discussione ‘di quella intelligente e seria’… Quella che non usa più!
Mi trovo in disaccordo sul discorso di ripartire i costi della gronda sui singoli cittadini genovesi. Una ripartizione del genere si può fare conoscendo e studiando il traffico che si potrà avere una volta costruita(non è una cosa impossibile) è coinvolge tutti i cittadini e le IMPRESE italiane, non solo quelli genovesi. Inoltre in quello che tu chiami traffico indotto (descrivendolo in modo negativo) considererei anche che porterebbe ad uno sviluppo importante del porto e aeroporto che da sempre denunciano una viabilità poco idonea.
Infine parlando della gronda che passa troppo a nord, aggiungo che questo serve per favorire la comunicazione della ‘parte alta’ della Valpolcevera, una delle zone più industrializzate di Genova.

La mia non è una difesa al progetto Gronda. Tutt’altro! Condivido quasi tutta la tua critica! È solo un dialogare apertamente in modo oggettivo lontano dalle fake news e dalla propaganda politica che ormai dominano “l’ internet”

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Commenti su La Rivoluzione: un gioco da ragazzi di Alessandro Grasso https://blumudus.it/2018/la-rivoluzione-un-gioco-da-ragazzi-e-il-papa-piacione/#comment-946 Wed, 11 Apr 2018 15:00:17 +0000 https://blumudus.it/?p=1298#comment-946 Beh, d’altra parte sono i figli dell’epoca in cui sono stati allevati. E questo respiro corto non può che trasparire.
Metterei comunque in evidenza la prospettiva di Aldo Maria Valli: la mano è altra, che ripropone temi per i quali cerca una sponda nei giovani.

E’ importante considerare che la scusa originaria, di partenza, per creare quel rapporto è quella di fornire uno strumento di conoscenza, vorrei dire sociologico, da usare come materiale di lavoro: i giovani, cattolici o meno, in quanto tali non avrebbero voce in capitolo. Un documento che non si proponesse (anche in maniera contraddittoria) come “fotografia” di ciò che passa per la mente ai giovani delle più diverse estrazioni diventerebbe formalmente una sfida all’autorità.

In questo modo, con questo parlare felpato e pieno di contrappesi, si riesce a salvare la forma, ovvero che non ci possono essere voci che dettano l’agenda ai Padri del Sinodo prima ancora che cominci, ma solo testimonianze, materiale da studiare.
E allo stesso tempo si fa passare la sostanza voluta, cioè che ci siano voci che orientino l’agenda ai Padri del Sinodo; non voci spontanee ma proiezione di un piano.

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Commenti su La Rivoluzione: un gioco da ragazzi di Ci Emme https://blumudus.it/2018/la-rivoluzione-un-gioco-da-ragazzi-e-il-papa-piacione/#comment-945 Wed, 11 Apr 2018 14:12:18 +0000 https://blumudus.it/?p=1298#comment-945 Prima di ogni considerazione nel merito, mi ha colpito lo stile da prima superiore del testo. Ed il suo essere così terribilmente, noiosamente descrittivo, come se lo scopo fosse presentare una (presunta) fotografia dei “giovani” e non delle proposte, delle intenzioni, delle richieste – magari un po’ puntuali: a che serve? Che dovrebbe farsene il Sinodo di ‘sta roba?

Ma già dopo poche righe non manca di che stupirsi.
“[…] queste sono le riflessioni di giovani del 21° secolo provenienti da diverse religioni e contesti culturali”.
Peccato che non si stia organizzando un summit ecumenico spensierato, ma un incontro di una certa rilevanza e prettamente, tipicamente cattolico.
Perché mai persone di diversa confessione o addirittura religione dovrebbero aver voce in capitolo nella definizione del futuro operato della Chiesa?

C’è poi una sorta di oscillare costante tra il dichiarare un estremo bisogno di sostegno da parte degli organi ecclesiali (” abbiamo bisogno di inclusione, accoglienza, misericordia e tenerezza”; “La Chiesa deve sostenerci e provvedere nell’assisterci in questa nostra guarigione”) ed una pretesa di posizioni decisionali in alcun modo dovute.
Il massimo della contraddizione, sostanziale più che formale, lo trovo in questo periodo: “Siamo fermamente convinti di esser pronti per poter essere guide, capaci di maturare e imparare da membri più esperti della Chiesa”.

Eppure ciò che considero più inquietante in assoluto è altro.
Ed è il cosa questi fantomatici giovani cercano: non la salvezza ma la “guarigione da infermità fisiche e mentali”, non un futuro che abbia valore ma un “futuro sicuro”.

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Commenti su Satana al Festival di Sanremo di Alessandro Grasso https://blumudus.it/2017/satana-al-festival-di-sanremo/#comment-911 Fri, 06 Apr 2018 18:43:07 +0000 http://blumudus.it/?p=869#comment-911 Caro Bruno, non sei il primissimo fan che mi scrive, nonostante l’articolo non abbia avuto pubblicità. Si vede che sei una persona che pensa. Non ti possono accontentare le canzoni dozzinali che fanno successo oggi. Per questo ti darei sui 35 anni.
Il contenuto di questa pagina è a dir poco difficile da digerire da parte di un ammiratore di Valentina, eppure le reazioni sono abbastanza positive, tutto considerato. Anche tu cerchi, scusami, più di attutire il colpo con una imbottitura di parole che mettere in discussione il contenuto. Comprensibile.

I testi di quell’album hanno un autore ben preciso, e i contenuti già discussi sopra sono pesanti e non spiegabili con una serie di coincidenze. Del resto un album non è un trattato o un modo di esplorare un argomento: il gioco non può che essere quello che ho esposto. Magari è dura da accettare, ma la motivazione appare meno improbabile quando si ricorda che parliamo di spettacolo e di un publicity stunt.
Non ho preteso, penso sia risultato chiaro, giudicare il carattere di Valentina. Anzi ho riportato testimonianze lusinghiere.
Di questo gioco però non poteva essere ignara. Difatti il brano del 2004 riportato qui in conclusione, con cui voleva tornare al Festival ma che giustamente venne bocciato, non solo riporta nei testi la stessa tematica e sembra sfidare la Luce ad annientarla, ma è musicalmente cupo, ossessivo, inquietante. E’ un esercizio di frustrazione.
Tra l’altro la ipotesi con cui ho “convissuto per molti anni”, come dici, non è andata crescendo, era già consolidata e le uniche aggiunte posteriori al 2004 sono appunto la morte e il brano L’attesa infinita appena citato.

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Commenti su Satana al Festival di Sanremo di Bruno Fromtuuannain https://blumudus.it/2017/satana-al-festival-di-sanremo/#comment-910 Fri, 06 Apr 2018 15:04:50 +0000 http://blumudus.it/?p=869#comment-910 Ciao, essendo fan di Vale da molti anni non ti posso nascondere il malumore per aver associato l’oscurità ad una ragazza che reputo speciale ma nel senso opposto del tuo articolo, quasi un emissario di luce. Però capisco l’onestà dei tuoi sforzi e non posso non congratularmi per la capacità d’analisi. Una capacità che avresti potuto ben sfruttare anche per capire perché la Tatangelo fosse arrivata prima. In quel caso il titolo del tuo articolo sarebbe stato azzeccato ma con intendimenti diversi.
L’articolo è di sicuro interesse e merita una riflessione: più volte ho notato che possono accadere cose, coincidenze, senza che ce ne rendiamo conto, come se noi le evocassimo, o come se inavvertitamente ci avvicinassimo a loro pur senza inquinarcene. Accade anche nella fisica quantistica se proprio vogliamo dare un senso scientifico alla cosa. Oppure accade a uno scrittore che nel pieno del suo romanzo comincia a scrivere come un automa, quasi i personaggi stessi scrivessero da se le loro storie usando l’inconscio dello scrittore come ponte levatoio. Quindi può capitare che pur avendo animo limpido si scrivano delle cose sfiorandone il mistero e ritrovandosi senza essersene accorti a coincidenze come quelle da te enunciate e non perché artefici delle stesse ma semplicemente perché bene e male sono due sponde tracciate dallo stesso fiume.
Come a dire, per fare un esempio pratico: … odio i cardi ma amo i fiori e se corro felice in un campo di fiori sotto il Sole può capitare che quando ci incontriamo vedi dei cardi incollati sui miei pantaloni perché i cardi si attaccano, non come le migliaia di fiori che ho attraversato che sono rimasti sul campo e nella mia anima. E tu che associ, come me, i cardi al brutto e al male, mi vesti di cardo nelle tue intenzioni. Sbagliando. Hai ben analizzato i miei cardi e i pantaloni, ma non sai nulla di me.
Capisci cosa intendo? Non dico affatto che il tuo sia stato un lavoro falsato, anzi, ne sono rimasto assai affascinato ed ho apprezzato la metodologia d’analisi. Dico soltanto che nell’articolo intravedo un difetto dovuto a una tua presa di posizione che per tutto l’articolo ti sei sforzato di non far notare neanche a te stesso.
All’inizio dell’articolo fai un analisi distaccata dei fatti mentre verso la fine c’è più la tendenza di aver già deciso i connotati della cantante, ma per quanto i fatti siano sotto i tuoi occhi, Valentina non lo è stata abbastanza.
Considera anche che hai convissuto con un’ipotesi per molti anni, e anche questo influenza l’osservazione. Forse avresti dovuto diventare fan anche tu e frequentare i Premio di Pozzo annuali per capire l’atmosfera che li anima. In questo caso avresti avuto un paniere di informazioni maggiore.
Di Valentina metterei la mano sul fuoco. Del paroliere non ne so abbastanza ma l’ho sempre considerato “di luce” anche lui nonostante tu l’abbia giustamente notato viandante del mistero che è in noi. Da questo però a immaginarlo come stratega che si diverte a mettere nelle mani di un animo puro un testo simil-satanico, non ce lo vedo proprio (di solito chi lavora nell’ombra assume posture e fisionomie che lo tradiscono, e non sa parlare puro come avviene per lui). Può essere stato influenzato dal suo background culturale? Ognuno di noi lo è, ma francamente non vedo più di questo, nonostante le apparenze. E’ un pregio dell’intelligenza quella di esplorare gli oltre confini senza rovinarsi, come anche tu hai limpidamente fatto nel tuo articolo. Il tuo articolo che parla di satanismo infatti come mai potrebbe indicare in te un satanista?
Capisci che intendo?… se ad Halloween mi maschero da teschio non è che sono amante delle tenebre. Sto soltanto giocando con le nostre paure. Le cose vanno commisurate ad personam, non generalizzate: “chi ha fatto cosa e in che modo, non soltanto cosa è stato fatto per capire chi”. Questo almeno è il mio pensiero, dato che dieto a ogni osservazione c’è sempre il filtro dell’osservatore.

Hai fatto un lavoro eccellente d’analisi sui fatti.
Ora non ti resta che conoscere Valentina. Quella vera.

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Commenti su La Rivoluzione: un gioco da ragazzi di Alessandro Grasso https://blumudus.it/2018/la-rivoluzione-un-gioco-da-ragazzi-e-il-papa-piacione/#comment-878 Mon, 02 Apr 2018 09:54:07 +0000 https://blumudus.it/?p=1298#comment-878 Bellissimo il tuo pezzo. Mi piace soprattutto come riesci a portare avanti la metafora, con lo zappatore.
Poi anche carino l’espediente del dialogo con sé stesso, mi accorgo che lo avevo usato quando ero un ragazzino, da qualche parte…
Strano come funzioni la memoria, a proposito: inizialmente non ricordavo di aver letto questo tuo pezzo del 2012, poi riflettendoci mi è vagamente tornato in mente… era sepolto nei meandri, ne sono quasi sicuro… quasi…
E sempre a proposito di memoria, è un vero peccato che Internet sia il regno dell’effimero. Certi tuoi articoli meriterebbero di essere letti anche tra qualche decennio, invece temo che siano introvabili per chi non sa già che esiste il tuo blog, non più indicizzati da Google…

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Commenti su La Rivoluzione: un gioco da ragazzi di Claudio https://blumudus.it/2018/la-rivoluzione-un-gioco-da-ragazzi-e-il-papa-piacione/#comment-875 Mon, 02 Apr 2018 05:10:49 +0000 https://blumudus.it/?p=1298#comment-875 Molto interessante.

Una volta nel vecchio blog avevo parlato di un libro dove Anthony Burgess esamina molto bene il rapporto tra gioventù e dittatura:

https://deliberoarbitrio.wordpress.com/2012/11/13/meat-me/

una cosa che mi ha colpito particolarmente è la metafora che Burgess tira fuori a un certo punto a proposito di erbivori e carnivori dal punto di vista gnoseologico. Ne parla nel settimo capitolo della prima parte, “I figli di Bakunin”, una disamina estremamente acuta di quello che oggi chiameremmo giovanilismo. Parte analizzando la figura di Bakunin e il suo impatto sull’anarchismo, che è stato anzitutto un mito giovanile perché “Lo Stato è, e sbadigliamo a dirlo, un’immagine paterna”. Da qui passa all’eterno conflitto generazionale e le sue ricadute politiche: “La causa degli studenti diventa qualsiasi causa universale diventata di colpo urgente. In larga misura, gli studenti ribelli di Parigi del maggio 1968 furono diretti da agitatori adulti. I gruppi giovanili sono macchine utilissime: i giovani possiedono energia, sincerità e ignoranza.” Infatti nel libro 1984 i bambini sono fondamentali per il potere totalitario del Grande Fratello, il quale peraltro “ha il buon senso di non farsi chiamare Padre Nostro.”

«In qualsiasi discussione sul futuro politico dei Paesi del mondo libero, dobbiamo prendere in seria considerazione il pericolo che i movimenti giovanili rappresentano per la causa della libertà tradizionale. Questa affermazione sembrerà priva di senso alla gioventù stessa, la quale è convinta di essere l’unica custode della libertà in un’epoca in cui i vecchi sembrano desiderosi di limitarla sempre più. È vero che la vecchiaia cerca di limitare la libertà della gioventù, ma solo perché questa libertà è licenza. Se gli uomini sono nati liberi, è solo nel senso socing che anche gli animali sono nati liberi: la libertà di scegliere fra due modi di azione presuppone la conoscenza di ciò che la scelta comporta. Noi acquistiamo conoscenza tramite l’esperienza diretta, come il bambino che si è scottato ha paura del fuoco, oppure tramite l’esperienza altrui, che è contenuta nei libri. La voce dei neoanarchici è quella del cineasta Dennis Hopper: “Non c’è niente nei libri, amico”, o quella del cantante pop inglese che dice “La gioventù non ha bisogno d’istruzione. La gioventù le cose se le cerca per conto suo”. Il dottor Samuel Johnson, dopo aver ascoltato un esponente del primitivismo, osservava: “Questo è molto triste, signore. Questo è animalesco”. Più che leonino è bovino. Ci vuole molto tempo per ottenere brucando in un prato la proteina che si trova in un rapido pasto di carne. Noi vecchi offriamo la carne dell’istruzione: la controcultura ritorna all’erba.»

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